Lettera all’amico che non c’è più

L’ultima volta che ci siamo visti, con un filo di voce mi hai chiesto scusa perché non eri in grado di parlarmi. Quante volte l’avrai fatto? Quante volte ti sarai scusato per cose delle quali non ti dovevi scusare? Tu eri fatto così. Disponibile, dolce, sensibile, gentile, premuroso. Io ero il maggiore, e non di poco. 33 anni contro 22. Eppure chi si prendeva cura dell’altro sei sempre stato tu, fin da quando abbiamo condiviso una camera d’ospedale per quasi un mese. Sei tu che mi consolavi nei miei momenti di sconforto, sei tu che mi minacciavi scherzosamente con le stampelle se non avessi smesso di piangere.

Nelle ultime settimane sono venuto tante volte a trovarti, in quel reparto dal quale sapevo non saresti mai uscito per tornare a casa. Ti scusavi se eri stanco e volevi riposare o se non te la sentivi di parlare o scherzare, ti preoccupavi di farmi sedere per non lasciarmi in piedi. Una volta mia hai addirittura aiutato a togliermi lo zaino. Non sarebbero gesti strani se non fosse che tu eri in quel letto con la vita che se ne stava andando e io ero quello grande, sano (magari disabile ma sano) che veniva a farti un po’ di compagnia. Credo di non avere mai conosciuto una persona della tua età che fosse così matura, intelligente e che sapesse realmente cosa conta nella vita. Sei una rarità, lo sapevi? Una persona che conosci molto bene mi ha scritto e ripetuto a voce che eri troppo buono per questo mondo, credo proprio che abbia ragione. Forse questo mondo non meritava una persona come te. Questo mondo ha perso tanto con la tua morte ma non lo sa, non se ne è accorto e non credo se ne accorgerà neanche in futuro.

Sai, non immaginavo che sarei stato così male per la tua morte. In fondo era una cosa a cui ero preparato, o almeno così credevo. Invece ho scoperto che a questo non si è preparati, non così tanto da non soffrire. Ti volevo bene ma non pensavo che andandotene mi avresti fatto così male. Mi hai fatto proprio un brutto scherzo, lo sai?

Ci sono tante altre cose che vorrei scriverti, tanti piccoli episodi che vorrei ricordarti, anche per far sapere a tutti quanti che persona fossi. Starei qui delle ore, perché se è vero che non abbiamo passato tanto tempo insieme, è anche vero che tutti i momenti che abbiamo condiviso, sono stati momenti importanti delle nostre giovani vite. Il modo e il posto in cui ci siamo conosciuti e quello che abbiamo vissuto insieme ci hanno legati in maniera indissolubile.

In tutto questo, mi consola la certezza di saperti in un posto migliore. Un posto sereno, dove non esistono sofferenza e tristezza, cattiveria e amarezza. Dopo tanta sofferenza, ti sei meritato un posto così, dal quale veglierai su tutti noi.

Sono sicuro che un giorno ci rivedremo e potremo scherzare un po’. Proprio come una volta.

 

Lettera all’amico che non c’è piùultima modifica: 2010-09-24T17:28:00+02:00da september23
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6 pensieri su “Lettera all’amico che non c’è più

  1. Sottoscrivo tutto, mi è venuta in mente un’altra cosa. L’educazione e il garbo che aveva nel comunicare erano sempre molto carini.
    I suoi occhioni, come già ti ho scritto, ti cercavano, ti comunicavano, ti volevano davvero bene, la vostra amicizia ha arricchito entrambi.

    Forse dico una cosa scontata, o sbagliata, ma vivi anche per lui, nel senso più profondo, adesso ti manca un amico, ma hai avuto l’occasione per dimostrargli il bene, che si può trovare in tanta disperazione, lui l’ha colto e l’ha portato con sè, tu vivilo il suo bene.

    Un abbraccio
    Bresaola- 4P

  2. “Ci sono tante altre cose che vorrei scriverti, tanti piccoli episodi che vorrei ricordarti, anche per far sapere a tutti quanti che persona fossi. ”
    Ed allora scrivi raccontaci ad alcuni di noi, come me, può far bene…
    Sono contenta di averti “scoperto” Ciao annamaria

  3. Duro questo momento. Vedi, c’è una canzone che ho spesso ascoltato quando era morto il mio ex nel 1995.

    Dice:
    “So catch if angel should fall in your arms” (è Paradise degli All About Eve).

    In questa frase io ritrovo il senso della breve vita di alcune persone speciali e della fortuna che abbiamo a conoscerle…

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