Il paradosso

Ho sempre avuto, o creduto di avere, una mente esclusivamente scientifica. Studi in quel settore e lavoro anche. Da poco più di un anno a questa parte mi sono scoperto “scrittore” (parolone) e con il passare del tempo quello che era un solo un modo per aprirmi, per raccontare un’esperienza di vita intensa e che potesse comunicare qualcosa agli altri è diventato quasi una passione. Adesso scrivo anche per piacere. Ultimamente ho anche scritto delle poesie (mai successo prima). Ho scoperto quindi un piacere tutto nuovo che mi è anche di grosso aiuto nei momenti di scarsa lucidità, di confusione o di tristezza. Scrivere mi aiuta a schiarirmi le idee, mi aiuta a esternare le mie emozioni e a stare meglio. In momenti come questo, non proprio dei più facili, ho scoperto un aiuto in più oltre che una passione che ho intenzione di coltivare sempre di più anche nel futuro.

Ho sempre detto fin dall’apertura di questo blog che parlare di quello che mi era successo era un modo positivo di affrontarlo e che avesse un effetto terapeutico. Posso dire che lo ha anche in una situazione diversa in cui a soffrire non è il corpo ma esclusivamente la mente.

Il paradossoultima modifica: 2010-02-12T09:20:00+01:00da september23
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3 pensieri su “Il paradosso

  1. Anche io, anche io!! Anche io ho sempre scritto tanto per esorcizzare problemi, buttare fuori dolori che altrimenti non avrei saputo come fare.
    14 anni fa è scomparso un mio ex ragazzo che avevo tanto amato.
    Soltanto scrivendo un romanzo ispirato a lui sono riuscita a sfogare nel giusto modo il dolore.
    La scrittura è un dono molto bello che le persone sensibili possomo usare nella maniera più “terapeutica” possibile.
    Quindi scrivi e assaporane i benefici, anche e soprattutto nei momenti di tristezza.

    Rosie

  2. io oltre a scrivere dei problemi che assillano di giorno in giorno, vuoi una volta il marito che non sta bene, vuoi una volta la Tata che si ammala, vuoi una volta i carciofi che non si trovano al mercato, beh…io oltre a scriverne ne parlo anche, ne parlo fino allo sfinimento di chi mi ascolta

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