La forza del destino

Non sono mai stato un fatalista, una di quelle persone che pensano che le cose succedono perché così deve essere. Sostanzialmente non ho mai creduto al destino. In realtà non mi sono neanche posto il problema se ci fosse un disegno particolare dietro tutto quello che ci succede.

Negli ultimi tempi (e specialmente nell’ultimo mese) non ho potuto fare a meno di considerare la cosa più approfonditamente. Troppe cose mi sono successe negli ultimi due anni della mia vita per non suscitare una riflessione di questo tipo. Non ci possono essere certezze ma sono avvenuti degli incontri, mi sono successe delle esperienze che non è più possibile non pronunciare la fatidica frase “si vede che era destino”. All’apertura di questo blog si sono succeduti degli avvenimenti per certi versi incredibili, che mai avrei immaginato potessero succedermi.

Ho conosciuto delle persone speciali, ho partecipato ad un incontro con il presidente di una delle più importanti associazioni mondiali nella lotta contro il cancro, ho rilasciato un’intervista (a proposito, da lunedì è on line la mia storia sul sito di partecipasalute) e con le mie parole ho raggiunto tante persone. Inutile dire che mai mi sarei aspettato tutto questo e che non sarebbe avvenuto se non mi fossi ammalato. Questo mi porta anche ad una considerazione che già avevo fatto in un mio vecchio post e cioè che a saper guardare e cercare bene anche le esperienze negative portano qualcosa di buono.

La forza del destinoultima modifica: 2009-12-17T11:59:00+01:00da september23
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8 pensieri su “La forza del destino

  1. C’ da dire una cosa, quando si affrontano certi tipi di malattie, si guarda anche il mondo con ovcchi diversi, si è portati ad essere più tolleranti, ma anche più critici e queste due cose assieme portano a questo risultato: ad una persona che prima non eissteva, che prima della malattia era tutt’altra cosa e persona.
    Io, per esempio, ho messo una barriera fra il prima e il dopo, forse perchè il “prima” adesso non mi piace, il “prima” mi fa tanto apprezzare la persona che sono ora

  2. Tutto questo non sarebbe avvenuto se non mi fossi ammalato.
    Mi sono venuti i brividi, forse per la prima volta la pensiamo in modo diverso.
    Troppa poca considerazione di te stesso, non nasconderti dietro la malattia.
    Non è detto che per forza bisogna toccare il fondo per rendersi conto di cosa sia la vita, e di cosa siamo in grado di dare agli altri.
    “Anche le esperienze negative portano qualcosa di buono”, su questo punto già si può discutere, perchè nella loro complessità, tutte le esperienze negative ma proprio tutte un minimo insegnamento ce lo lasciano.
    Caro Marco ci vuole un po’ più di autostima, senti da che pulpito……..,
    la tua forza, la tua testardaggine, la tua volontà, la tua intelligenza,
    la tua sensibilità, la tua maturità ti hanno portato ad essere le persona che sei, non la malattia.
    Tu queste qualità le hai sempre avute, e con la maturità che per ognuno di noi ha i suoi tempi, si sono catapultate tutte fuori.
    Sei uscito dal guscio buttalo via, non ti serve più.
    Un abbraccio
    4P

  3. Non hai capito!

    Se non mi fossi ammalato non avrei conosciuto tante persone speciali che ho consociuto nel mio percorso di cura. Non avrei aperto il blog parlando della mia malattia e non sarei andato a Roma e non avrei rilasciato un’intervista. Tutto ciò è innegabile.

    Le mie qualità, la mia autostima e tutto quello di cui parli non entrano in questo discorso. Bacio

  4. Hocapito, ho capito.
    Se non ti fossi ammalato non avresti conosciuto tante persone speciali, sono molto dura lo so, ma chi cazzo se ne frega.
    Ne avresti forse conosciute altre e forse migliori, il blog avresti potuto aprirlo comunque, per necessità diverse.
    Riesco a capire benissimo e anche a comprendere, ma aver vissuto molto da vicino questi due terribili momenti della tua vita e tutto ciò che ne è derivato, mi fa dire queste cose.
    Come dire, avresti potuto fare a meno di tutto ciò che è innegabile, perchè tu non ti saresti ammalato e questo è altrettanto innegabile.
    Eccezione fatta per l’intervista.
    Che casotto che ho fatto!!!!!!! Bacio
    4P

  5. Caro marco,

    non sarò mai d’accordo con chi dice che la malattia è un’occasione di crescita, tanto meno un dono; ma apprezzo chi come te, da un evento infelice, ha saputo trarre qualcosa di positivo, per sé e per gli altri.
    un grosso bacio
    s.

  6. Credo che il destino esista e sono in qualche modo fatalista, ma credo che stia poi a noi colgierne il signifiato, saperlo leggere e apprezzare. Credo, come te, che anche le esperienze peggiori portino con sè qualcosa di buono, se non altro una maggiore capacità di empatia con chi soffere, che certo non è poca cosa!
    Un abbraccio
    ire

  7. Quando ho dovuto affrontare la seconda volta il cancro ho scoperto che non cedere alle sirene del fatalismo mi aiutava moltissimo a combattere. Ho imparato che ogni cosa che ci accade, nel bene e nel male, in parte (in grossa parte) dipende da noi, anche se non ne siamo consapevoli. E quando proviamo a raggiungere un po’ di consapevolezza, ribellandoci al destino che incombe, è possibile trasformare le cose peggiori in occasioni di crescita, e di vita. Detto ciò, io, come te, (come Sissi), mi sarei risparmiata volentieri tutto questo. Ma, ripeto, una volta che il peggio è arrivato, sta a noi volgerlo al meglio. Un abbraccio e tanti auguri

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