Quella cosa nera con la falce

Ho pensato alla morte, è stato inevitabile ma non ho mai concretamente pensato che non ce l’avrei potuta fare. Ho avuto paura di soffrire, del dolore fisico ma mai di finire la mia vita. Sapevo che non sarebbe finita a causa di un cancro. Intorno a me sono transitati tanti pazienti per lo più con ottime probabilità di guarigione (a sottolineare come il cancro sia una malattia CURABILE). In occasione di un mio ricovero però un paziente anziano, credo un malato terminale, nella stanza a fianco alla mia una mattina è deceduto. L’ho “visto” passare nella barella fuori dalla mia porta. Scrivo “visto” tra virgolette perché gli infermieri si premurarono di chiudere le porte delle stanza degli altri pazienti ma sapevo cosa stava succedendo ed è come se avessi assistito alla scena. In seguito non ho più voluto avere il letto 1 della stanza 8, quello della persona deceduta. Lo so che è stupido. Con i dottori c’era un tacito accordo, sapevano della mia volontà di non occupare tale letto e mi assecondavano assegnandomene altri fino a quando però, in occasione di un ricovero per una trasfusione, c’era solo quello e non è che puoi metterti a fare il difficile per stupide questioni di scaramanzia. Tutto questo per parlare del mio rapporto con la morte (che detta così sembra una cosa macabra o da necrofili), un’altra parola che, come “cancro”, si ha paura di pronunciare ma che non è niente più di questo: una parola appunto.

Quella cosa nera con la falceultima modifica: 2009-12-14T19:11:06+01:00da september23
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3 pensieri su “Quella cosa nera con la falce

  1. sottoscrivo quanto detto da ziacris. la mia paura non è di morire, ho avuto talmente tanto già. è il dolore che spaventa. il proprio nell’arrivarci e quello di coloro che amiamo quando andiamo via. non è roba da necrofili pensarci. è inevitabile che chi affronta una malattia potenzialmente mortale finisca per farci i conti in maniera diversa da quella degli altri. in ogni caso trovo assurdo, e tipico della nostra cultura, evitare l’argomento come la peste.

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