Siamo tutti disabili

Vi siete mai soffermati a pensare al termine “disabile”? La sua etimologia è molto semplice, sta a significare non abile. Be’ ognuno di noi non è in grado di fare qualcosa. Chi non è capace di cucinare, chi di tirare con l’arco, chi di ballare, chi di nuotare. E potrei andare avanti all’infinito. Questo ci rende tutti diversi e quindi tutti uguali (discorso estendibile a tutte le cosiddette “minoranze”). Da quando la mia vita è cambiata dopo l’intervento che ha modificato il mio corpo, io non mi sono mai sentito disabile nel senso che comunemente viene dato a questo termine. Mi sento come gli altri; sono come gli altri. Non posso parlare per altre persone nelle mie condizioni ma credo che anche per molti di loro sia così. Per assurdo mi sono sentito invece privilegiato grazie a tutte le agevolazioni di cui posso usufruire, non ultima una pensione di invalidità che tutto sommato, per il momento, non mi serve. Le attenzioni di familiari, amici, colleghi. Ho trovato tanta sensibilità e voglia di rendersi utili intorno a me. Con tutta questa solidarietà che mi circonda la diversità è proprio qualcosa che non avverto. Si potrebbe obiettare che proprio il ricevere tante attenzioni manifesta una diversità ma in fondo tutti ci aiutiamo quando abbiamo delle difficoltà e questo non rende certo chi riceve una mano amica una persona differente dalle altre.

Siamo tutti disabiliultima modifica: 2009-09-03T22:45:14+02:00da september23
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3 pensieri su “Siamo tutti disabili

  1. Eccomi qua di ritorno dalla Sardegna !!!!
    Il tuo pensiero sulla disabilità rappresenta per me uno stato di equilibrio ed un traguardo che sto faticosamente cercando di raggiungere ma ancora lotto con gli specchi……
    Che dire la vanità è femmina…
    Bacio Lorenza e Flavio

  2. guarda è una cosa a cui ho pensato a lungo anche io lo scorso anno, quando la disabilità era resa più evidente agli altri dalla pelata (tutto sommato così poca cosa, no?). mi confrontavo con gli altri e vedevo che tutti abbiamo difetti fisici evidenti, piccole mancanze magari, piccole “inabilità”. e questa cosa mi ha fatto tenerezza. sapere che siamo così imperfetti. tutti quanti. e che l’idea che invece le nostre varie imperfezioni vadano corrette ad ogni costo sia crudele, stupida, insensata. e ho pensato che per fortuna non mi sono mai sentita dalla parte dei migliori, dei sani, nemmeno quando non sapevo di essere malata. ho sempre pensato solo di essere fortunata. come ora. davvero bentornato!

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