La quiete dopo la tempesta

 

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Negli ultimi giorni ho vissuto in un limbo. Non sano, non malato. Stamattina ho saputo di essere sano e posso ricominciare a vivere. Tra la vita e la paura ho sempre scelto la prima ma nei due/tre giorni prima degli esami di controllo fatalmente è la paura a vincere. Adesso posso portare a compimento alcune cose che stavo facendo e che, per qualche giorno, avevo messo da parte. Innanzitutto la macchina. Tra pochi giorni mi arriverà il foglio rosa per disabili ed è ora (avrei dovuto farlo una settimana fa) di portarla in officina x farla modificare secondo le mie esigenze (acceleratore a sinistra al posto della frizione che non c’è, la macchina ha il cambio automatico) e poter finalmente cominciare a guidare.

Dopo un controllo andato bene la vita torna a sorridere, un po’ come la quiete dopo la tempesta (escluso il finale pessimista).

 


Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato
L’artigiano a mirar l’umido cielo,
Con l’opra in man, cantando,
Fassi in su l’uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell’acqua
Della novella piova;
E l’erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.
Si rallegra ogni core
Sì dolce, sì gradita
Quand’è, com’or, la vita?
Quando con tanto amore
L’uomo a’ suoi studi intende?
O torna all’opre? o cosa nova imprende?
Quando de’ mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D’alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.

 

La quiete dopo la tempestaultima modifica: 2009-06-11T17:15:00+02:00da september23
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8 pensieri su “La quiete dopo la tempesta

  1. Bella la notizia, bello il titolo, bella la foto, bella la poesia che ricordo aver imparato a memoria, alle elementari… bello tutto.

    Ti confesso che ero venuto da te con timore!!! Lo so’, tu mi potresti giustamente rispondere… “Tu timore? Ed io allora?” Infatti, lo immaginavo e, sicuramente, molto ma molto più comprensibile del mio!!!!

    Comunque, me ne vado molto più sollevato e ti lascio i miei saluti con l’augurio di una tranquilla serata!!! E porta la macchina a revisionare….

  2. Anche questa citazione, che dire, è perfetta.
    Fanno sempre riflettere e incoraggiano sempre, per lo meno a me fanno questo effetto.
    Ma quella di settimana scorsa, che poi era anche quella della settimana prima era magnifica dava spazio a mille interpretazioni ed ognuno poteva raccogliere la propria.
    Buon pomeriggio
    4P

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