Un medico vero

professor%20Vitale.jpgNei giorni scorsi si è parlato di un bella storia di sanità. I media le hanno dato abbastanza spazio ma non quanto ne avrebbero dato al classico caso di malasanità. La voglio quindi ricordare brevemente perché credo lo meriti.

Sono particolarmente contento che sia avvenuta in una regione ed in una città spesso additate come esempio di malasanità. L’episodio è infatti avvenuto all’ospedale Cardarelli di Napoli e vede protagonista il professor Claudio Vitale, un chirurgo di 59 anni. Avendo tanti amici di Napoli sono doppiamente felice di raccontarlo.

Durante una delicata operazione per un glioblastoma (un tumore delle cellule del sistema nervoso), non serve quindi sottolineare quanto fosse critica la situazione, il professor Vitale ha avuto un malore. Si è però rifiutato di interrompere l’intervento ed ha acconsentito su invito dei colleghi ad una breve pausa per farsi prelevare il sangue. L’esito degli esami ha confermato quanto già intuito: era in corso un infarto. Il professore ha però portato a termine l’operazione che si è conclusa nel migliore dei modi.

Cosa si può dire di una persona così? Che è un eroe? No. Lo hanno già definito così ma lui ha rifiutato questa etichetta, credo basti questo a spiegare lo spessore morale di quest’uomo che crede solo di avere fatto il suo dovere.

Nella sanità italiana ci sono tante mele marce che sfruttano la loro posizione o fanno anche di peggio (mi viene in mente il caso della clinica Santa Rita di Milano ad esempio) ma la maggior parte, e lo dico per esperienza diretta, sono persone che operano, medicano, curano nell’esclusivo interesse del paziente.

Credo che tutti noi si debba dire grazie a coloro che mettono al primo posto la salute del paziente; in certi casi addirittura prima della propria.

Un medico veroultima modifica: 2009-03-25T08:03:00+01:00da september23
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8 pensieri su “Un medico vero

  1. queste notizie ci rincuorano, cosa di cui abbiamo bisogno, marco, ci danno la fiducia che perdiamo nei casi contrari…ci fanno sentire “protetti”… io sono contro l’accanimento mediatico dei cronisti, sono convinta che porti sfiducia nelle persone.
    notizie del genere, invece, sono positive.
    questo è un eroe -anche se lui non vuole questo titolo- di tutti i giorni, qui tra noi; un vero medico, che compie in questa vita una MISSIONE.
    ciao marco.

  2. commento qui il tuo post sullo slalom dei disabili, perchè non so se leggi i commenti dei vecchi post.
    per quanto mi riguarda mi sto prendendo della deficiente per non approfittare del mio diritto di usufruire di un parcheggio privato per iinvalidi sottocasa. non posso dire “uffa” quando cerco parcheggio senza sentirmi sgridare: perchè non richiedi quello che ti spetta di diritto? -io ho mia mamma invalida al 100% con me- e non lo richiederò mai questo parcheggio perchè sono convinta che approfittare di un diritto che spetterebbe a chi ne ha veramente bisogno non fa parte della mia indole, mi sentirei un verme se lo facessi, e io voglio stare bene con me stessa.
    ci sono ormai troppi parcheggi per disabili-invalidi: saranno tutti dovuti? non ne sono convinta.
    vedi marco, secondo me i passi si stanno facendo verso l’abbattimento delle barriere architettoniche, almeno qui a torino, ma:
    1- la gente dovrebbe essere culturalmente civile
    2- più controlli nei confronti dei furbetti…
    cosa ne pensi tu dalla tua prospettiva, ho torto?
    un caro saluto

  3. Sono senz’altro contenta che il prfessore vitali sia riuscito a risolvere il suo infarto(è la sua vita)perchè tutto ciò e accaduto prima delle ore 20:00. MA che il cardarelli sia un buon ospedale per far fronte sempre alle e emergenze non sono d’accordo. il professore è stato aiutato perchè e medico.
    Vorrei sapere perchè mio fratello operato di una piccola ernia inguinale alle ore 12:00 ,intervento semplice della durata di circa 1 ora, non e stato aiutato in tempo ansi abbandonato in una medicheria per poi essere sbedito come un pacco nel tardo pomeriggio al monaldi per l’angioplastica.
    MIO FRATELLO ORa NON C’è PIù

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