Stefania e Lorenza: storia di un’amicizia

Quella che segue è la storia di Stefania, un’amica di Lorenza, conosciuta nel loro percorso parallelo di cura e guarigione. Preciso che questo post è per il 90% frutto dei polpastrelli di Lorenza, io l’ho solo sistemato qua e là non certo perché fosse scritto male ma per allinearlo il più possibile al mio modo di scrivere (Lorenza aveva già fatto un gran lavoro in tal senso).

 

Stefania è una bella moretta di 43 anni, occhi neri e caschetto nero (che ora sta ricrescendo ancora più folto). Sorride sempre. Ha tre meravigliosi bambini: Costanza 13 anni (celiaca) Lapo, 10 anni (appassionato di calcio) ed il piccolo e bellissimo Guido di 5 anni che è affetto dalla sindrome di Down. Ha anche un ex marito, Filippo, che è il quarto ed il più piccolo dei suoi figli, disponibile a richiesta ma incapace di capire quando c’è bisogno di lui! Completano la sua bella famiglia i suoi genitori ed un fratello maggiore single per scelta che è un secondo padre per i suoi figli, e due nonni paterni comunque presenti. In tutto questo macello non ha ovviamente modo di lavorare ma il suo ex almeno caccia i soldi, il che è già qualcosa.

I medici che hanno operato Lorenza le hanno parlato di Stefania, spiegandole con una certa sorpresa che avevano un caso come il suo. Sono state operate a dieci giorni di distanza ed è stato molto strano avere in contemporanea due tumori così rari in due persone della stessa città.

Si sono conosciute al primo controllo post operatorio in ambulatorio dal Dott. Innocenti. Due “ragazze” con lo stesso piedone e con le stampelle, si sono guardate e riconosciute a prima vista, un vero e proprio colpo di fulmine! Non c’era tempo di parlare ma si sono scambiate al volo il telefono e da allora questo legame profondo e meraviglioso non si è più interrotto.

Stefania si è tenuta il sarcoma  per ben 7 anni, pensava fosse una cisti e non sentiva dolore. Poi l’ultima volta che è stata a sciare le ha dato veramente fastidio e cosi “la mammina volante”’ ha deciso di operarsi.

Il resto è storia comune, con la differenza che lei non ha subito l’amputazione del nervo perché era lontano dal tumore ma il suo sarcoma purtroppo si era infiltrato nei tessuti circostanti fino alla parte esterna del periosteo e si è beccata sei cicli di chemioterapia della durata di una settimana ciascuno con infusione lenta nella giugulare, a cui si sono aggiunte 40 sedute di radioterapia che ha fatto insieme a Lorenza, seguite da un ciclo di medicazioni per i loro piedi ustionati, anche queste insieme. In realtà hanno fatto anche la chemioterapia insieme perché Lorenza le è quasi sempre stata accanto andandola a  trovare  quasi tutti i giorni in ospedale.

Il sentimento che ha provato Lorenza era un terribile senso di colpa: “perché lei si e io no???” (Sono le stesse parole che ho scritto io a proposito di Marius qualche giorno fa…). Sollevarle il morale in quei momenti la faceva stare un po’ meglio…ma ancora oggi questa domanda le gira in testa.

Stefania adesso sta benissimo ,è guarita ed ha ricominciato a correre dietro a tutti i suoi bambini che la impegnano moltissimo. Lei e Lorenza si sentono rigorosamente ad ogni controllo e non solo, e quando è possibile cercano di passare un po’ di tempo insieme. Entrambe dicono dell’amica che è una forza della natura e sono legate per la vita da un  destino comune di sofferenza e di amore. In ospedale le vedono sempre insieme e le chiamano le gemelline…

 

Stefania e Lorenza: storia di un’amiciziaultima modifica: 2009-03-04T09:32:00+01:00da september23
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11 pensieri su “Stefania e Lorenza: storia di un’amicizia

  1. A me l’onore del primo commento! Che dire… tutte le volte che si parla di me mi emoziono da morire ed oggi il doppio visto che siamo in due! Stefy in questo momento è a sciare ( si è fatta fare lo scarpone su misura ) comunque ti manda tanti cari saluti
    Un abbracio Lo e Stefy

  2. conoscersi e supportarsi in un caso del genere è, comunque un piccolo grande regalo che la vita ha fatto a queste due donne.
    se vivi “fuori” da queste realtà non ci pensi, ma quando entri nel mondo della sofferenza capisci quanto è importante la vicinanza di qualcuno.
    io, sabato scorso, mi sono innamorata di marco, un dodicenne cerebroleso, il quale nella sua disabilità fa chiaramente capire che vuole essere baciato e coccolato…ci siamo fatti un’oretta di “camminata” avanti e indietro per l’istituto e, come una cretina, mi sentivo orgogliosa di portare quella sedia a rotelle…avrei voluto uscire, portarlo a vedere il cielo, le nuvole, gli alberi e parlargli, parlargli, parlargli
    il suo profumo dei suoi capelli puliti mi è rimasto nelle narici: il profumo di marco…
    questo sabato volevo riposarmi, non andare in ludoteca, ma ho promesso a marco che sarei andata, non posso deluderlo.
    ciao e grazie per il commento…io sono fortunata ad avere questi miei ragazzi.

  3. Ma certo, sono curiosa di sentire le critiche perchè solo grazie a quelle si può migliorare…a meno che non si riferiscano allo stile che, purtroppo, seppure a tutti non possa piacere, è cmq individuale 🙂 dai dai dimmi.
    Buona serata Marco

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