Una visita difficile

Ieri sono andato a trovare il mio amico Marius in ospedale. Fino ad ora nella mia vita io ero stato quello visitato, ieri per la prima volta le parti si sono invertite ed ho capito quanto sia difficile fare visita ad una persona ammalata gravemente. Non c’è niente che tu possa dire. Non puoi sminuire la cosa o fingere che non esista. Non puoi limitarti a frasi come “su che è passata”, “sono sicuro che ce la farai”, “poteva andare peggio” e idiozie simili. Non puoi neanche sottolineare la gravità della vicenda e ricordare al malato quali rischi corra, ovviamente. E allora? Che cosa ti resta da dirgli? Si possono ricordare eventi condivisi, si può semplicemente chiedere “come stai?” o cercare di rassicurare la persona (questa è una delle cose che ho cercato di fare) nel caso di timori per dolori o sensazioni strane. Ma la situazione è complessa e non esiste una formula perfetta. Tirate le somme, e parlo anche per la mia esperienza di malato, credo che la cosa migliore sia cercare di scherzare e di divertirsi per quanto possibile. Alle volte il malato te lo permette perché è su di morale ma altre (quante volte mi sarà capitato?) questo compito è veramente arduo perché il degente è triste, preoccupato, depresso e in quei casi trovare qualcosa da dire è un’impresa.

Ancora una volta ringrazio tutti quelli che mi hanno fatto visita in quel centinaio (tra un ricovero e l’altro) di giorni che ho passato in ospedale. Solo adesso mi rendo conto di quanto fosse faticoso.

La prossima settimana tornerò a trovarlo.

Una visita difficileultima modifica: 2009-02-28T10:05:00+01:00da september23
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3 pensieri su “Una visita difficile

  1. Più che far ridere il malato direi che è fondamentale cercare di portare un pò di serenità al malato e non appesantirlo parlando magari dei propri problemi.
    Credo cha la cosa migliore per chi come noi ha avuto questa esperinza sia tirare fuori il cuore, metterlo accanto a quello dell’amico e condividere le proprie emozioni……Da due si diventa uno ….di solito funziona …
    Baciotto a Marius
    Lorenza

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