Risposta A o risposta B?

questionario.jpgGirando con le stampelle ho incontrato tanta sensibilità negli sconosciuti. Gente che ti apre la porta, che si sposta quando passi o che, senza chiederti niente, ti dice “coraggio” o “in bocca al lupo”. Non me l’aspettavo, sinceramente. E credo sia un bel segnale di sensibilità e di civiltà della nostra società. Solo un piccolo spaccato ma vero e positivo.

C’è però il rovescio della medaglia, un rovescio più piccolo della medaglia stessa ma pur sempre esistente e potenzialmente fastidioso. Dico potenzialmente perché, alla fine, io me ne frego. Quanti però nelle mie condizioni invece vi danno peso e ne rimangono quantomeno imbarazzati? Sto parlando della persona che abita nel mio stesso condominio, del commesso del negozio di vestiti, dell’arbitro della partita di calcetto con gli amici. Persone che non mi conoscono e che senza neanche pensare alla possibile risposta e a quello che vi si nasconderebbe dietro chiedono: “cos’è successo?”. Solo per soddisfare la loro morbosa curiosità.

Le risposte possibili sono due.

Risposta A) E’ una lunga storia.

Risposta B) Un osteosarcoma al bacino, un cancro osseo.

Io barro sempre la casella con la A. E’ un modo gentile per dire “sono affari miei” e per non far rimanere male l’interlocutore. Se optassi per la risposta B, l’interlocutore capirebbe di essersi spinto un po’ troppo in là nella sua curiosità, si sentirebbe in imbarazzo e a me dispiacerebbe. Forse sono troppo buono, non lo so, ma dopo un litigio, uno sgarbo o una semplice incomprensione mi rimane sempre una amarezza di fondo che, se posso, preferisco evitare anche negli altri.

P.S. Il migliore di questi? L’uomo mai visto prima in montagna. Passando dalla strada e vedendomi a 20 metri di distanza “stampellare” nel mio giardino ha urlato: “cos’è successo?”. Risposta A anche allora ma ero fortemente tentato dalla C…

Risposta A o risposta B?ultima modifica: 2009-02-09T09:40:00+01:00da september23
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15 pensieri su “Risposta A o risposta B?

  1. ciao Marco.
    Più leggo i tuoi post più convinco del fatto che tu sia una bella persona, nonchè molto ironica e simpatica, che non guasta.
    Grazie per i complimenti, comunque io scivo cose anche molto, molto, forti. Spero che un giorno se le posterò, non mi criticherai più di tanto.
    Ciao a presto

  2. La gente caro Marco spesso è curiosa, ma spesso è davvero interessata. e vedendo un giovane quale sei, forse pensa ad un incidente, o perlomeno qualcosa di meno doloroso e lo chiede spontaneamente.
    Non credo ci sia cattiveria il più delle volte. ovvio, che poi ci sono casi di estrema ignoranza.Tu mantieni sempre pronata la risposta A, essendo un tuo fatto privato personalissimo e serio.
    Sei dolce Marco…

    Per quel che riguarda il mio post ti invito a leggere questa cosa che mi è stata segnalata, e che a me personalmente ha fatto molto riflettere, lasciandomi però molto amaro.

    http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo440590.shtml

    Ti abbraccio, Rosanna

  3. Ciao marco…
    Piacere della conoscenza, giro pochi blog (pigrizia) e quindi conosco pochi blog di questa piattaforma. Mi hanno colpito molto i tuoi post, sia quello sulla englaro, che questo. Sono anch’io un tipo da risposta A, certo non per i tuoi stessi motivi. A volte, come il caso che citi dell’uomo di montagna, è il bello della naturalezza dei rapporti che hanno molte persone, questo però pensando sempre con leggerezza (il che non è sempre un male) ed una risposta pesante da sopportare, porta sia all’imbarazzo che al finto compatimento, per questo è sempre meglio la risposta A.
    Ps: i blogger di sinistra ci sono stai tranquillo 🙂
    Pps: sei interista?

  4. Ciao Marco, ti auguro una serena settimana!! Be’, se non fosse che ti ritengo un “testimone” della tua condizione… non avrei mai creduto a quanto da te scritto!!! Che la “curiosità” della gente comune potesse arrivare a tali livelli di… non so’ come definirla, ma mi lascia esterefatto!! Su tutta la faccenda hai un “atteggiamento” bellissimo!!

    Ti ringrazio per il tuo commento lasciato da me. E’ tra i pochi che ha veramente capito il senso del mio post. Spero che quello di oggi faccia chiarezza. Ritengo che quello che sta succedendo è grave quanto decidere vita si o vita no.

  5. ummm,ma com’è che la gente non sa farsi gli affari suoi???se conoscessi il mio vicino ti chiederebbe cos’è successo,non c’è dubbio!!!!!
    L’altro giorno al supermercato ho incrociato fra i banchi dei surgelati un signore con il viso completamente deturpato,era evidente che avesse subito una fortissima ustione,ma per rispetto,e perchè non è mia abitudine,non mi sono fermata ad osservarlo come invece ha fatto una signora!!!Sembrava che avesse visto un mostro,continuava a scrutarlo come si fa con un diamante,ma ora dico:”quanto ci vuole per capire che puoi dare fastidio?”azz!!!!
    e mi fermo qui perchè potrei essere volgare!!!!!
    ciao marco!

  6. Caro Marco,
    io al posto tuo non so che cosa risponderei perché:
    1) non sono te;
    2) fortunatamente non ho passato quello che hai passato tu, e quindi non ti potrei nemmeno dire le solite parole consolatorie “ti capisco”.
    Comunque, se posso permettermi, se vivi in un paese piccolo, le voci corrono e chi ti conosce solo di vista sente la voce della coscienza che gli dice di dover fare qualcosa, di starti più vicino. Siccome oggi dà noia la vista del malato, non piace (anche perché sfido chiunque a voler passare quello che hai passato tu), si azzittisce la coscienza con una piccola domanda “cos’è successo?”. Lo so, è odioso alcune volte, ma che devi fare, devi rispondere per forza con il caso A.
    Spero di non aver detto nulla di male, anche perché, come ripeto, queste cose sono molto delicate. Ciao Tux.

  7. Ciao, Marco. Senti, ho clickato sul bannerino della figuretta “arlecchinata” e sono entrata nel blog, ma è chiuso… Vi ho clickato sia su opere, che su curriculum e critiche, ma non si apre nulla. Proverò in altro momento, forse è una stasi temporanea.

    Riguardo il tuo post… Io sono fra le persone che domandano 🙁
    Non lo faccio per sapere i fatti degli altri, ma perché gli altri mi interessano: mi dispiace dei loro guai così come sono lieta delle loro gioie.
    Anche a un pinco pallino in un bar son capace di chiedere cosa gli è successo, se è visibile che gli sia successo qualcosa, o se sta piangendo, etc.
    Un po’ son fatta così, un po’ perché vivo a Napoli, e qui a volte accade che in un autobus si parli tutti del caso di uno dei passeggeri. E’ certamente un comportamento sociale non troppo raccomandabile (arrivano i consigli più strani…) però… quando nessuno domanda, quando ognuno fa finta di non vedere… non mi pare sia tanto meglio.
    Ciao Marco, faccio attenzione alle tue grucce e ti abbraccio.

  8. Ciao Marco, io credo che sia comprensibile che chi ha la fortuna grande di avvicinarti, e anche di tenderti una mano, si interroghi su ciò che può esserti successo. Certo è curiosità, ma anche voglia di sapere per riuscire a dirti una parola in più.
    Ma starei comunque nell’opzione A, a tutela della tua privacy, in modo garbato. D’altronde non sempre serve parlare agli altri dei propri malanni, ed è giusto che tu ti riservi il diritto di confidarti con chi ti pare.

    Ciao Marco, buona serata 🙂

  9. Ciao Marco,il mio post non è a norma,lo so.Troppo lungo ma mi fa piacere che sei riuscito a leggerlo. Sono anche contento per te sul fatto che non sei un “dipendente” dal blog.Resisti e divertiti con questo strumento eccezionale. http://www.photonotes.it/ questo è il link che ti porta dal mio amico Cesare. Un consiglio,cerca di capire che persona è senza farti “suggerire” da nessuno.Non ti riuscirà facile qui dentro ma ho letto che sei un ragazzo sveglio.
    Alla prossima.
    artista1969

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