2009: fuga dall’Italia

jena%20plissken.jpgNegli ultimi anni 8 miei amici si sono trasferiti all’estero. Non so se siano tanti o pochi; so che sono andati via soprattutto perché “costretti” dall’assenza di qualcosa. Qualcosa che, in qualche modo, hanno trovato, o sperano di trovare altrove.

Il  primo a partire è stato Paolino. La sua è stata il classico caso di “fuga di cervelli”. Si è trasferito a Grenoble dove lavora ed insegna all’università.

Poi è stata la volta di Enzo che è andato in Giappone perché affascinato da una cultura profondamente diversa dalla nostra.

Poco più di un anno fa è toccato ai neo-sposi Roberto e Simona. Anche qui “fuga di cervelli”, al Massachussets Institute of Technology lui, ad Harvard lei.

Qualche mese dopo sono partiti Marco e Marcello per Madrid. Due ragazzi omosessuali che tra non molto potranno realizzare il loro sogno di sposarsi.

E adesso Carlo e Irene dei quali ho parlato giovedì scorso.

Perché il nostro paese è diventato un posto che non dà speranze ai giovani? Perché si investe sempre meno nelle nostre università? Perché in materia di diritti per le coppie di fatto siamo indietro rispetto a tutto l’Occidente? Che male c’è se due persone (anche dello stesso sesso) firmano di fronte allo stato un accordo, gli si dia il nome che si vuole, in cui si impegnano a sostenersi, a stare vicini, a condividere i loro beni e la loro vita? Perché si lascia che molte aziende sfruttino i giovani con contratti a progetto quando in realtà il progetto non esiste? Perché si lascia che vengano assunti un numero illimitato di stagisti senza vincolare tale numero ad un minimo di assunzioni? Perché non si stabilisce un minimo salariale per i contratti di stage?

Tante domande alle quali non ho nessuna risposta. Purtroppo credo non ce l’abbiano neanche i nostri politici; troppo occupati nel riformare la giustizia in modo che la smetta di dar loro fastidio. Troppo occupati nell’imbavagliare la stampa e nel mettere i bastoni tra le ruote della magistratura con leggi contro le intercettazioni. Troppo occupati a tassare i permessi di soggiorno o a ricordarci di spendere i nostri soldi in un periodo di crisi. Troppo occupati a mantenere e ad ampliare i loro privilegi di casta.

 

(nell’immagine Jena Plissken, uno che di fughe se ne intende)

2009: fuga dall’Italiaultima modifica: 2009-01-27T11:19:51+01:00da september23
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11 pensieri su “2009: fuga dall’Italia

  1. Ciao Marco
    è un piacere leggerti da me 🙂
    ti avevo già visto da Ricky, ma scordavo sempre di lasciarti un comm.
    Sul tuo post, seppure non possa concretamente “fuggire” dall’Italia a causa della mia vita che è già bell’e che definita, tornando indietro fose lo farei…l’ho pensato molto spesso, qua purtroppo il potere è nelle mani di chi può gestire tranquillamente le nostre vite e lo sta facendo in peggio…c’è una cultura politica che non tiene conto dei cittadini, pensano solo a tenersi l’incarico e accapparrarsi quanto più denaro e potere possibile.

    A presto, ciao

  2. ummm,quante domande!!!!dunque perchè la fuga di cervelli??Semplice,all’estero strapagano i ricercatori,hanno tecnologie più avanzate ,sono paesi più grandi con industrie più potenti delle nostre, ed hanno inevitabilmente un’ enorme interesse ad investire capitali nella ricerca.
    perchè in Italia non ci sono matrimoni gay?Perchè qui c’è il papa che decide quando deve calare il sole!!!!
    Perchè contratti a progetto?perchè così lo stato non deve pagare la pensione
    Il mimimo salariale?in realtà esiste,lo chiamano rimborso spese,100/200 euro al mese,ma attenzione,è a discrezione dell’azienda decidere se darlo!!!!
    come siamo arrivati a questo punto???qualcuno anni fa si è mangiato i soldi delle pensioni che non sono mai più rientrati,s’è tentato di mettere una pezza allungando l’età pensionabile,ma non è stato sufficiente!!!!Se poi aggiungiamo che in Italia ci sono più vecchi che giovani,(che lavorano),beh,fai tu i conti!!!!

  3. Si` Connie, pero` quelle sono motivazioni contingenti. Dette cosi` fanno sempre l’Italia solo un paese un po` piu` sfortunato con qualche bega politica. Io credo che le ragioni vadano ben oltre, e per spiegarle vi cito Goethe, che gia` al tempo aveva capito la situazione:
    “L’Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro diffida, | e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.”
    Questa e` la spiegazione del perche` siamo come siamo: “ognun pensa per se`”. Se il Giappone e` il paese della “gruppo” per eccellenza, l’Italia lo e` dell’individualismo. Sia chiaro , non che altri paesi che stanno meglio possano vantarsi di avere gesnti generose e altruiste, ma l’Italia lo fa con quel tanto di eccesso che l’ha incancrenita. “Io per me, Dio per tutti”. Solo che finche` quelli che pretendono di avere sono pochi o deboli (pretendendo poco quindi) ci puo` stare, ma oggi tutti vogliono, pretendono, non rinunciano ad una briciola dei privilegi che hanno nei confronti della comunita`. Ognuno tira l’acqua al suo mulino e, guarda un po`, oggi l’acqua e` finita. Non ho vissuto in tanti paesi, ma solo in Giappone. E mai come oggi l’Italia, ogni volta che torno, mi sembra un paese dove l’unica vera legge che viga sia “mors tua vita mea”. Altro che papi, destra, sinistra e imprenditori.

  4. Si` Connie, pero` quelle sono motivazioni contingenti. Dette cosi` fanno sempre l’Italia solo un paese un po` piu` sfortunato con qualche bega politica. Io credo che le ragioni vadano ben oltre, e per spiegarle vi cito Goethe, che gia` al tempo aveva capito la situazione:
    “L’Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro diffida, | e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.”
    Questa e` la spiegazione del perche` siamo come siamo: “ognun pensa per se`”. Se il Giappone e` il paese della “gruppo” per eccellenza, l’Italia lo e` dell’individualismo. Sia chiaro , non che altri paesi che stanno meglio possano vantarsi di avere gesnti generose e altruiste, ma l’Italia lo fa con quel tanto di eccesso che l’ha incancrenita. “Io per me, Dio per tutti”. Solo che finche` quelli che pretendono di avere sono pochi o deboli (pretendendo poco quindi) ci puo` stare, ma oggi tutti vogliono, pretendono, non rinunciano ad una briciola dei privilegi che hanno nei confronti della comunita`. Ognuno tira l’acqua al suo mulino e, guarda un po`, oggi l’acqua e` finita. Non ho vissuto in tanti paesi, ma solo in Giappone. E mai come oggi l’Italia, ogni volta che torno, mi sembra un paese dove l’unica vera legge che viga sia “mors tua vita mea”. Altro che papi, destra, sinistra e imprenditori.

  5. il nostro non è affatto un paese sfortunato(e rispondo ad enzo)!!Ringraziamo Dio se nonostante tutto la sanità garantisce a tutti il diritto di essere curati,la pensione la percepiamo(poca,ma c’è),l’unico vero problema sono le assunzioni a tempo indeterminato e la fuga di cervelli,quest’ultimo l’ho spiegato chiaramente il perchè!!!
    Quanto ai contratti di lavoro,oggi stiamo pagando il prezzo di una politica sbagliata di 20 fà,nel mentre le cose sono andate avanti nel peggiore dei modi,i contratti sono impari,da un settore all’altro ci sono voragini,gli statali godono ancora di troppi privilegi rispetto ai lavoratori dipendenti,solo le grandi industrie sono in grado di offrire la certezza di un contratto a tempo indeterminato pagando il giusto,ma i piccoli imprenditori sono strozzati dalle tasse,non possono permettersi di assumere personale….è un discorso lungo….ma credimi è così…..sarebbe già una conquista se tutti,e dico tutti pagassero le tasse!

  6. Non so d’accordo, scusami. Non sulle magagne che citi, per carita`, ma sul fatto di puntare il dito su di esse. E’ fumo negli occhi. Intanto i cambiamenti (ok, leggi) per sistemare queste cose dovrebbero venire dalle persone che manco si sognano di fare cose simili, perche` significherebbe attaccare il sistema tramite il quale sono state elette o tramite il quale detengono poteri e privilegi. Ma anche se tutte i provvedimenti che auspichi si realizzassero la situazione non cambiarebbe, l’Italia non si risolleverebbe. Perche` ci sono sempre e ci saranno sempre zone d’omba dove poter agire in malafede, e tante e tante altre cose fondamentali che sarebbero ancora da cambiare. Non e` la legge di turno o il provedimento dell’anno che tireranno fuori l’Italia dal fango in cui si trova, ma solo un radicale cambiamento di mentalita`. Tutto il resto servirebbe solo a mandare avanti la bagnarola finche` va, mettendo un pezza qui e una la` in una barca che fa acqua da tutte le parti.

  7. sono daccordo con enzo su alcuni punti,una pianta con le racidi marce non si può salvare,tuttavia penso tu sia troppo proiettato su un’idea di sviluppo che il nostro paese non ha mai abbracciato,non si può paragonare uno stato ad un altro,quando si da un’impronta è difficile che dopo 60 anni si riesca a stravolgere il meccanismo delle entrate nel settore industriale.Siamo tutti bravi a criticare,ma la verità è che nessuno è ancora in grado di quantificare gli effetti di una gestione sbagliata del patrimonio statale,per ora abbiamo avuto solo avvisaglie,e temo sia niente rispetto a quello che dovrà ancora accadere.Ci siamo mentalmente evoluti, negli ultimi 20 anni abbiamo imparato a spendere,ma i vecchi problemi restano,non ho l’abitudine di puntare il dito su ciò è ovvio,ma è un dato di fatto , il sistema contrattuale di categoria deve essere rivisto,le tasse devono essere pagate,bisogna riavviare il sistema bancario che strozza,a prescindere dalle decisoni della bce i clienti,e questo per quanto riguarda l’italia,certo,ma non basterà,e sono daccordo con te,non siamo gli unici ad avere problemi,tutto il mondo è in ginocchio,ed io rimpiango la lira,i tedeschi il marco,ed ifrancesi i franchi….ma non era meglio prima?Non lo ammetteranno mai l’errore,nessuno ha controllato,eppure io povera ignorante l’ho capito dopo 3 mesi che non c’era equilibrio fra entrate ed uscite!!!!Ho speso 250 mila euro x comprare un’appartamento di 80mt con 50 di giardino ,hai idea di quante lire sono?non ti dico l’importo della rata del mutuo perchè potrebbe venirti un colpo Enzo,eccolo l’effetto euro,e a me va già bene,4 dei miei vicini di casa stanno vendendo casa perchè non ce la fanno+ a pagare il mutuo……l’euro è il più grosso problema che abbiamo,e non solo noi,ma mezza europa è in ginocchio grazie all’euro,e ripeto,non sarebbe andata così si avessero controllato i prezzi fin da subito e gli sceicchi non avessero aumentato i prezzi del petrolio per paura di perdere potere!!!Siamo strozzati dalla globalizzazione,poteva essere una buona idea,ma è stata gestita malissimo!
    ciao

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