I bambini di Beslan

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Quattro anni fa, di questi tempi, terminavo il mio lavoro di tesi. Scrissi queste parole “dedicato ai bambini di Beslan e dell’Iraq: che possano riposare in pace quelli che non sono più tra noi e che possano vivere un futuro migliore e senza guerre tutti gli altri”.

Si era infatti ad un anno dall’invasione dell’Iraq da parte delle truppe di occupazione (o di liberazione? Questioni di punti di vista..) e a pochi mesi dalla strage di Beslan.

Fu in particolare quest’ultima a colpirmi. Alle guerre siamo purtroppo abituati e l’invasione dell’Iraq era stata cercata con ogni espediente compreso la fabbricazione di prove fasulle. La strage di Beslan fu invece il più grave atto di terrorismo dopo l’undici Settembre di tre anni prima. 32 terroristi presero in ostaggio una scuola nel momento più carico di sentimenti contrastanti: il primo giorno. Poco meno di 1200 persone rimasero in ostaggio per diversi giorni. Ne morirono 386 persone (compresi 31 sequestratori). Tra queste 186 bambini, i più innocenti tra gli innocenti. Molti rimasero orfani o mutilati: un episodio di violenza terribile.

Mi colpì molto la reazione del mio relatore quando lesse la mia dedica. Non ricordo di preciso le sue parole ma ricordo benissimo il tono e soprattutto il sorriso interrogativo sulle sue labbra; il significato era pressappoco “Beslan? E cosa c’entra?”. Certo la mia piccola dedica, il mio piccolissimo contributo alla memoria di quei fatti era qualcosa di insignificante ma sminuirlo in quel modo come se non fosse successo niente mi lasciò senza parole. Solo adesso capisco come la mancanza di sensibilità e l’indifferenza di molti di noi nei confronti di chi soffre o di alcuni eventi tragici sia una delle cose peggiori che possano esserci.

I bambini di Beslanultima modifica: 2008-12-19T11:10:00+01:00da september23
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3 pensieri su “I bambini di Beslan

  1. mi chiedo cosa tu abbia potuto pensare di fronte ad una simile esclamazione!Mah,che tristezza!!!Pare che lIraq non faccia più odience,troppi morti ammazzati,troppi kamikaze,troppa fame”comune”….l’11 settembre è storia,la disperazione è una pagina di un libro letto e riletto.

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