L’acqua e la cecità nel terzo mondo

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Come (spero) tutti sappiamo in molte zone dell’Africa l’acqua è un miraggio. Per averla ci sono madri che camminano per decine di chilometri ogni giorno. Questo accade anche in alcune zone dell’Asia e dell’America Latina. Purtroppo non è un problema nuovo ormai, è storia vecchia che pare non interessare ai più però.

Strettamente collegata con la mancanza d’acqua vi sono un’infinità di problemi che solo in parte, credo, possiamo capire; noi che siamo abituati ad averla, a darla per scontata e a sprecarla. Questi problemi vanno da quello più intuitivo, la sete, ad altri ai quali non pensiamo come l’igiene. Chi non ha l’acqua, quella buona, quella potabile, spesso ricorre a delle fonti dove magari noi non laveremmo neanche i nostri piedi mettendo così in pericolo la sua salute. Queste per noi sono cose scontate, abbiamo studiato, viviamo in una società avanzata e sappiamo quali sono i rischi a bere acqua contaminata da batteri e germi. In Africa, dove non esistono scuole alla portata (intendo dire raggiungibili) di tutti e dove l’ignoranza è giocoforza diffusa, si commettono molti errori compreso quello, appunto, di bere acqua non potabile. Quando va bene arriva una dissenteria. “Va bene” poi è un termine molto soggettivo, legato al nostro mondo in cui problemi come questo si risolvano velocemente con un paio di pastiglie ma laggiù? Quando va male invece arrivano le infezioni peggiori come una della quale siamo scarsamente a conoscenza: il tracoma.
Il tracoma è una malattia degli occhi causata da un germe che si diffonde in assenza di igiene: la chlamydia trachomatis. Ovviamente, manco a dirlo, sono i più piccoli, quelli con il sistema immunitario più debole, ad essere maggiormente esposti a questa malattia. Le statistiche parlano di circa un bambino al minuto che diventa cieco nel mondo. E’ già enormemente difficile vivere nel mondo “civilizzato” con questo handicap, non riesco ad immaginare i problemi per un bambino africano a vivere così… Non ha le scuole “normali”, figuriamoci quelle per non vedenti. Facile pensare che venga emarginato e lasciato al suo destino in molti casi.
Riprendo dal sito cbm.org che spiega come si sviluppi questa malattia e come si possa curare con una semplice pomata (quando non è in uno stadio avanzato): “I primi sintomi si manifestano con arrossamento, lacrimazione, forti bruciori e gonfiore delle palpebre. Le ciglia si rivoltano verso l’interno (trichiasi), così da trasformare ogni battito delle palpebre in una frustata, che crea microlesioni profonde alla cornea. Tale processo è molto doloroso e gradualmente conduce a una cecità totale e irreversibile.”
“Il tracoma può essere curato prima che porti alla cecità, utilizzando una pomata oftalmica a base di tetraciclina e seguendo una serie di norme igieniche. Allo stadio più avanzato solo un’operazione chirurgica può salvare da una cecità definitiva”.
Credo sia importante conoscere i problemi che il terzo mondo, sfruttato, depredato dal “primo mondo” sia ancora costretto ad affrontare. Anche per capire perché le persone fuggono da lì per accontentarsi di un monolocale da dividere in sei nel nostro mondo.
L’acqua e la cecità nel terzo mondoultima modifica: 2008-11-27T10:39:00+01:00da september23
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12 pensieri su “L’acqua e la cecità nel terzo mondo

  1. E` un problema che pesa sulle nostre coscenze (in particolare di chi ha poteri decisionali piu` forti del comne cottadino).
    Certo anche i cittadini nel loro piccolo dovrebbero fare qualcosa, ma cisterne di acqua e quintali di pomate mai potranno fare qualcosa contro un pessimo valore della sostenibilita`, problema che affligge tutte le nazioni del globo. Solo che quelle ricche compensano comprando dall`esterno, mentre quelle povere soccombono.
    In parole povere siamo troppi per le risorse che abbiamo e per come le sfruttiamo. Questo problema e` molto acuito in Africa dove le risorse sono scarse (magari solo per colpa di inadeguate o mancanti forme di accesso). Tuttavia nell`ignonaranza diffusa e nello scarso interesse in questo senso da parte di chi dovrebbe porta ai risultati attuali.
    Se non ho pomodori nell`orto, maiali nel recinto e acqua nel pozzo, che li faccio a fare 10 figli?
    Puo` suonare crudele ma e` la realta` dei fatti. Lungi da me affermare che e` “colpa loro” (non lo penso affatto) dico pero` che non fanno molto per aiutarsi, anzi.

  2. X ponyboy: perchè? Sarebbe falso che li sfruttiamo?

    X Enzo: condivido tutto quello che dici ma non per quanto riguarda la contraccezione. Non hanno l’acqua, figuriamoci i preservativi! E poi, anche se li avessero, ricordati che stiamo parlando di gente ignorante, che non ha accesso alle scuole più elementari. Spesso parliamo di tribù e chissà quali stili di vita. Non li possiamo giudicare perchè mettono al mondo troppi figli.

  3. Che “l’Occidente” abbia sfruttato (vedi colonialismo/imperialismo) e sfrutti tutt’ora il Terzo Mondo è un dato di fatto! Per quanto riguarda le risorse..l’Africa ne è piena (e x questo la sfruttiamo), e quanto all’acqua se non consideriamo le zone desertiche ce n’è..quello che manca sono le infrastrutture e le grandi opere civili che permetterebbero una distribuzione dell’acqua su vasti territori (da lì igiene, agricoltura, sviluppo)…peccato che ai governi locali non interessi..e noi preferiamo finanziare piccoli progetti (che di solito hanno breve durata e non risolvono granchè, anche se è meglio di niente) a parte qlke eccezione o continuare a mandare cibo e medicine (magari scadute) vincolando popolazioni a rimanere in luoghi nei quali se non avessero la pappa che scende giù dal cielo se ne andrebbero x altri lontani da zone di guerra o + “vivibili”..ma l’argomento è molto + ampio e complesso e le cause cmq non sono ovviamente tutte nostre!! Molta parte bisogna riconoscerlo che è anche da imputarsi a loro e ai loro malgoverni.
    Io però, dato che Marco fa appunto riferimento + volte all’Africa, vorrei parlare anche di un’Africa diversa…quella che mi è stata raccontata da un amico ingegnere del Camerun..è l’Africa delle grandi città, l’Africa sviluppata, l’Africa che studia con impegno e lavora con dignità e può fare grandi cose! E le farà!

  4. Vediamo… è difficile immaginarlo.
    Innazitutto sarebbe una terra molto più popolosa, senza gli schiavi africani portati in America e senza i milioni di persone uccise nelle guerre nell’era coloniale (basta pensare al massacro in Congo fatto dai Belgi…).
    Sarebbe una società meno sviluppata, probabilmente ancora organizzata in tribù in molti più posti di adesso senza armi (portate dall’occidente, in Africa non le produce nessuno), senza mine, senza disboscamenti e senza inquinamento (se non quello che gli arriva da noi). Non sarebbe un mondo in pace, ci sarebbero molte piccole guerre locali ma con poche vittime non avendo carri armati e armi. Niente infrastrutture ma tanto quelle non ci sono neanche adesso.

    Tutto sommato direi che se passerebbero decisamente meglio!

    Marco (^_^)

    P.S. Cmq non si parla di “dannati bianchi”. Proprio in questi giorni la Daewoo (COREANA) ha preso in gestione per 99 anni dal governo del Madagscar 1,3 milioni di ettari con la promessa di coltivarli (dopo averli disboscati pesantemente ovviamente) per dare lavoro ai cittadini locali in cambio di NIENTE. Neanche una strada gli costruiscono…

  5. Ciao Marco e complimenti per il tuo post, da condividere completamente. Purtoppo, finché l’occidente industriale e civile continuerà a considerare quel continente terra di conquista, da sfruttare, non vi sarà nè pace nè progresso per quelle popolazioni. Dovremmo essere noi a costringere la nostra “civiltà” a cambiare. A smetterla con i soliti “aiutini” e ad operare per salvare quella parte di mondo. Ti auguro un buon fine settimana.

  6. Il mio discorso era in parte provocatorio ma ci stiamo spostando dal centro della discussione.
    E’ innegabile che il mondo occidentale sfutti l’Africa. Questa non è un mio pensiero è la Storia, quella con la S maiuscola, che ce lo racconta. E non diamo per scontato che senza di noi vivrebbero meglio.

  7. Secondo me senza di noi vivrebbero meglio, con un pero`: quel senza di noi dovrebbe essere molto potente. Mi spiego.
    In Africa ci sono milioni di e milioni di persone. Pero` non hanno (o irreleventemente per i numeri) strutture, farmaci, mezzi, fabbriche, ecc. ecc. Come e` possibile allora che un popolazione cosi` arretrata rispetto a noi possa proliferare in questa maniera, con milioni e milioni di abitanti? Io mi sono risposto cosi`: sono gli aiuti esterni che permettono un migliore tasso di sopravvivenza ma non sufficiente a garantire che sia di qualita`. Ovvero in soldoni hanno strutture cibo e cure mediche abbastanza per per poter proliferare a dismisura ma non abbastanza per una mantenere BENE in vita tutti. E di chi e` la colpa? Nostra ovviamente. Non mi risulta che quando in Africa si viveva ancora diffusamente allo stato tribale avesso di questi problemi. La popolazione era proporzionata all`accesibilita` alle risorse. Poi siamo arrivati noi e abbiamo sconvolto tutto. Non solo, gli abbiamo imposto e inculcato la nostra cultura, il nostro modo di vivere. Il che significa che questa gente, nonostante stia ad un livello di benessere nettamente inferiore al nostro, aspira tuttosommato alle nostre stesse cose, il che a mio avviso e` sbagliato per noi (per quello a cui aspiriamo) e molto piu` per loro che vi sono piu` lontanti.
    Io la vedo un po` come Bush che esporta la democrazia: come non si puo` esportare questa (va maturata) non si puo` esportare la civilizzazione. Mettiamola in soldoni: un africano rispetto ad avere un tetto confortevole, cibo e acqua a sufficienza in un ambiente salubre e` povero. Un africano rispetto ad avere una villa col giardino, televisore, DVD, un auto, lavorare in fabbrica o in ufficio e` non povero, ma strapoverissimo. Ed ecco che succede il finimondo, con genti che si scannano per accaparrarsi quel poco di richezza per far cosa? ma per vivere come noi ovviamente! A ognuno il suo, per ogni cosa il suo tempo. L`Africa non e` pronta per l`occidente, e sarebbe bello (quanto impossibile credo) che ritrovi la sua identita` prima di buttarsi in competizioni che non dovrebbero riguardarla.

  8. Quello che segnali è un problema molto vero e diffuso, ma purtroppo non abbastanza conosciuto. Per fortuna ci sono moltissime associazioni onlus come cmb che segnali nel post ma anche come donalavista (www.donalavista.org) che da anni lavorano proprio per combattere la cecità curabile in Africa e nei paesi più poveri del mondo.

    A parte le considerazioni di ponyx che dal mio punto di vista lasciano un po’ il tempo che trovano, è incredibile pensare che una pomata di tetraciclina per la cura del tracoma costa €0.25.

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