La mia storia: i migliori anni della mia vita

Sono alle mie spalle. Ho 31 anni e sono un disabile. La mia giovinezza è passata, quello che ne rimane sarà diverso da come me lo immaginavo. Guardare al passato, a quello che sarebbe potute essere ma non è stato e non sarà però non serve proprio a niente. Serve a stare male, ad avere dei rimpianti ma questo non lo voglio fare. Voglio concentrarmi sul futuro con speranza e voglia di costruire qualcosa. Mi rendo conto che fino a questo momento mi sono “lasciato vivere”. Ho lasciato che la vita prendesse le decisioni al posto mio. E’ arrivato il momento di prenderla in mano e di scegliere. Può sembrare strano ma adesso posso farlo.

Come molti sanno, mi piacerebbe insegnare. Il nostro (?) ministro Gelmini me lo ha reso praticamente impossibile, fa niente; troverò un’altra strada, la mia strada; che non per forza sarà diversa da quella intrapresa fino ad ora. Devo riflettere e capire, il tempo non mi manca! Ho la possibilità di ragionare sul mio futuro e decidere finalmente dove indirizzarlo. Il destino, con tutto il male che mi ha fatto, mi ha dato questa grande possibilità. E’ mio compito non sprecarla.

 

Con questo post credo proprio che si chiuda una stagione di questo blog. Ormai non ho quasi più niente da raccontare di me stesso e quello che mi resta lo tengo per me! Lo aggiornerò periodicamente in occasione di visite e controlli ma l’argomento principale non sarò più io. Mi occuperò principalmente dei temi che mi stanno a cuore lasciando da parte la politica, argomento che solo marginalmente e raramente ho toccato. Mi concentrerò su quello che mi sta più a cuore: la pace, la cura del nostro pianeta e la difesa dei più deboli, siano essi Rom o bambini. Ringrazio chi mi ha seguito fino ad ora e chi vorrà continuare a farlo.

Stay tuned!

La mia storia: i migliori anni della mia vitaultima modifica: 2008-11-19T10:51:00+01:00da september23
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6 pensieri su “La mia storia: i migliori anni della mia vita

  1. Rispetto la tua scelta di non affrontare più argomenti della tua sfera di vita privata pubblicamente….e lo capisco.. spero che parleremo e discuteremo ancora di politica..mi piaceva polemizzare con te 😉 … di politica si parlerà ancora… alla fine riguarda tutto…la società, la cultura, la giustizia la scuola..e infine quei piccoli parlamentari che siedono nel Nostro Parlamento…. comunque su un’ultima tua affermazione DISSENTO ancora.. perchè la Gelmini ti avrebbe de-facto impedito di insegnare? Io non sono ne pro ne contro questa riforma, è una materia molto complessa: non si può di certo lasciare le cose come stanno dal punto di vista finanziario ma nemmeno dal punto di vista dell’istruzione: troppe capre che escono dalle nostre scuole, istituti e università, tanti insegnanti mediocri, tanta burocrazia, tanti sprechi…ma di certo non si può ingannare la gente facendo passare una “riforma (?)” come un progetto di rinnovamento..quando si preoccupa solo di tagliare: è vero, serve tagliare tanti PARASSITI che come zecche sono attaccati a Mamma Amministrazione Pubblica.. e NON SOLO nella scuola…ma è molto molto difficile..non tagliare indiscriminatamente.. senza criterio… rinunciando a retribuire meglio i competenti, capaci, la gente sveglia, proattiva, motivata…. che ha passione per questa professione..io non mi permetto di dire come andrebbe fatta la legge..non sono competente…ma va sicuramente fatta.
    Detto questo, non credo che la Gelmini ti possa ostacolare… Prima di tutto tu dovrai frequentare corsi, dare esami e di tempo ne passera…e questo governo fortunatamente non rimarrà in carica per sempre…e ad ogni cambio di maggioranza la legge sulla scuola cambia..quindi c’è speranza… può sono sicuro che se ti preparerai bene..mostrari buona volontà e passione…e avrai i numeri necessari… ce la farai…magari sarà più difficile….inizierai da supplenze…. guarda il povero dam per entrare in comune quanti anni e quanti concorsi sta facendo…sarà così…potrai provare a buttarti nel privato…darai ripetizioni…non so..ti adatterai… ma prima o poi le porte si apriranno…osa marco osa…

  2. Ha chiuso (a tempo indeterminato) le scuole di formazione all’insegnamento, le uniche che ti permettono di entrare in graduatoria. Nei prossimi 5 anni (se non vado errato) ci sarà un’assunzione ogni cinque pensionamenti (o sei) e ad essere assunti saranno i precari di adesso che nel frattempo saranno andati a spasso.
    Io non giudicavo la riforma perchè non la conosco nei dettagli. Dicevo solo (è un dato di fatto) che insegnare sarà più difficile, tutto qui.

    Riguardo a quello che mi dici… come ho detto, le scuole di formazione sono chiuse. Hai ragione sul fatto di OSARE e di NON MOLLARE. Per un attimo l’avevo quasi dimenticato.

  3. …non lo sapevo…. sono sconcertato… io prepensionerei…lascerei comunque le scuole aperte, aumentando i livelli di preparezione e difficoltà al limite…valuterei anche i precari ‘sul mercato’…insomma cerchiamo di capire…chi ‘fra gli attuali attvi’, fra i precari e fra chi vuole entrare ma è valido….. deve diventare, o rimanere insegnate..dati i vincoli finanziari…. dai…mancano 4 anni e mezzo….o poco meno…tu studia comunque sui libri..

  4. Ciao Marco,
    è vero che il destino certe volte sembra complicare le cose, ma è altrettanto vero che non bisogna mollare mai.
    Il tuoi intenti sono ammirevoli è lo è anche il tuo atteggiamento.
    Noi la pensiamo diversamente su tanti argomenti, ma ho notato che abbiamo in comune il modo di affrontare la vita.

  5. Ho letto solo adesso questo post, per prima cosa perché quando lo hai scritto (Nov, 2008) non avevo ancora il pc e non potevo sapere, seconda cosa, a volte non riesco ad andare a ritroso con le letture dei post precedenti.
    Oggi ho VOLUTO leggerlo per capire.
    Mi dispiace, non immaginavo la tua storia e ti scopro una persona sensibile, paziente e soprattutto coraggiosa.
    Non mollare, oltre l’insegnamento ci sono tante altre attività interessanti e se il destino, come dici ti ha fatto del male, devi riflettere su questo.
    Spesso certi avvenimenti possono servire a riprendere in mano la nostra vita con più attenzione e sensibilità, magari trascurate.
    E poi io sono convinta del detto: “quando una porta si chiude, Dio apre due finestre”. Sarà così anche per te, ne sono sicura.
    Un abbraccio forte forte.
    Nadia

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