La mia storia: l’età adulta

Gli ultimi dieci anni sono stati gli anni della consapevolezza. In questi anni ho capito quanto il mio passato influisca sul mio presente e in quale misura. Fino ad un anno fa sono anche stati gli anni di maggior salute, anche se un’operazione per migliorare la circolazione linfatica non me la sono fatta mancare ma si trattava di una cosa di poco conto. Se non consideriamo che l’unica persona al mondo che faceva questo tipo di operazioni (microchirurgia per la cura di linfedemi) è un professore di Genova (e per fortuna! Se fosse stato a Houston?) che opera privatamente a costi esorbitanti. Si parla di cifre a sei zeri (in lire). Ripeto comunque che questo non è stato un problema; il vero problema è stato affrontare le mie paure. Ho scritto che mi portavo dentro delle grosse ferite ormai cicatrizzate ma pur sempre presenti. Dopo i vent’anni ebbi la mia prima vera relazione con una ragazza; un rapporto durato circa tre anni tra due persone ferite dalla vita (lei era orfana di padre) ed incapaci di curarsi a vicenda. Entrambi avremmo avuto bisogno di una persona meno problematica vicino in grado di aiutarci a lasciare il nostro passato alle spalle. Ho notato in seguito che le ragazze che mi hanno attratto nella mia vita sono sempre state così: complicate o ferite. Non è un caso: cerchiamo sempre persone simili che abbiano, banalmente, le nostre stesse abitudini o passioni oppure i nostri stessi problemi. Nel mio caso era un modo per non risolverli, avendo al mio fianco una persona che non mi chiedeva di farlo proprio per non essere costretta a fare altrettanto. Era un modo per nascondersi insomma. Affrontare le proprie paure è una delle cose più difficili che ci sono anche perché si è da soli a farlo. Chi ti è vicino ti può supportare (oltre che sopportare…) ma la paura è tua e tu in prima persona sei costretto a doverci fare i conti.
La mia storia: l’età adultaultima modifica: 2008-11-18T10:08:00+01:00da september23
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