Un tuffo nel passato

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Ieri mattina sono andato alle giostre. Saranno stati vent’anni che non ci andavo. E’ passato Daniele, il mio amico di sempre (dall’asilo!), con la sua splendida bimba Giulia di tre anni. Insieme l’abbiamo portata alle giostre. Sarebbe meglio dire che Daniele ha portato tutti e due, tra carrozzina e stampelle e bimba in braccio.

Rivedere qualcosa che non vedevo da così tanto tempo mi ha fatto un effetto credo comune a molti. Viste con gli occhi di un adulto, hanno ora sembianze completamente diverse. Quelle centrali che si alzano saranno alte un paio di metri al massimo; a misura d’uomo ma gli occhi del bambino le ricordavano molto più grandi! Per il resto sono quelle di sempre, la tecnologia non la ha cambiate: cavalli, macchinine, cigni, camion dei pompieri, macchina della polizia, ecc. Credo siano così da 50 anni a questa parte e rimarranno sempre tali. Magari una volta non c’era la Smart come adesso ma i cavalli e i cigni sono sempre quelli.

Mi piace ricordare una bambina, di otto-dieci anni, che vedendomi arrivare in stampelle si è fermata a tenermi aperta la porta di ingresso. I bambini sanno essere così, dolci, semplici, a volte crudeli (soprattutto tra di loro) ma sempre spontanei ed ingenui.

Giulia si è divertita; come tutti i bambini di tre anni ama le giostre e solitamente fa i capricci quando è costretta a scendere. Ieri no, è stata brava fino a quando non siamo tornati alla macchina: destinazione parco con scivoli e altalena. A quel punto si è ricordata della mamma a casa e del fratellino Pietro di quattro mesi che l’aveva tutta per sè e ha cominciato a piangere. Voleva la mamma. Il legame di un bambino piccolo con la mamma è indissolubile; vivere nove mesi e mezzi in completa simbiosi sono duri da cancellare. E poi il fratellino che le “ruba” la mamma pesa in questi equilibri. A quel punto niente parco e sono tornato a casa dispiaciuto di vederla triste. I bambini sono anche questo, mutevoli, capaci di passare dalla gioia alla tristezza nel giro di poco ma altrettanto capaci di dimenticare le “sofferenze” e tornare felici. Dieci minuti dopo mi ha chiamato infatti, era tornata felice, aveva ritrovato il koala di peluche che aveva lasciato alle giostre… Certo che eravamo due adulti e entrambi, dopo esserci detti “occhio a non lasciare qua il koala” ce lo siamo perso…

Vedere Daniele e i suoi bimbi è sempre bello, adesso ci vedremo per guardare la partita di Champions, io porterei anche il piccolo Pietro: è ora di abituarlo al grande calcio!

Un tuffo nel passatoultima modifica: 2008-11-10T10:15:00+01:00da september23
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2 pensieri su “Un tuffo nel passato

  1. ciao marco.
    anch’io, presa da mille impegni erano anni che non andavo alle giostre. sai, ho mia mamma che vive con noi in famiglia, ed è invalida, ed ho sempre tante cose da fare….ma un mese fa ho deciso di portare al luna park i miei ragazzi…lo so che sono grandicelli, ma amano uscire con me, forse perchè io sono ancora bambina nel cuore, sapessi quanto ci siamo divertiti!
    è stato tutto stupendo… anche se penso di aver speso più di quel che potessi permettermi, non lo rimpiango: l’allegria e le risate dei miei ragazzi non ha prezzo.
    buonanotte.

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