La Solitudine dei Numeri Primi

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Ieri ho finito di leggere “La Solitudine dei Numeri Primi”. Un libro su ciò che sarebbe potuto essere ma che non è stato, che riflette sulle profonde ferite che la vita lascia sui bambini e che questi si portano con se per tutta la vita. Mi fermo qui perché non voglio inventarmi critico letterario.

Dico solo che il libro mi ha colpito molto per la mia vicinanza ai due protagonisti: persone segnate dalla vita in giovane età. Lei mi assomiglia nelle conseguenze fisiche conseguenti al suo trauma, lui in quelle psicologiche. Lei rimane zoppa, lui si estrania dal mondo e vive tenendosi lontano dalla vita. La sua adolescenza proprio per questo mi ricorda la mia della quale ho già parlato qualche giorno fa. Anche io ho inconsapevolmente scelto di non vivere quegli anni lasciandomi scorrere la vita addosso senza agire, senza decidere. L’ho vissuta come il bambino a cui avevano strappato gli ultimi scampoli di infanzia, senza contrasti coi genitori, senza ribellione e senza grande interesse verso l’altro sesso. Il protagonista del libro vive sicuramente degli anni più difficili dei miei. Chi gli sta intorno vede che c’è qualcosa che non va, chi stava intorno a me vedeva un ragazzo come tanti non uno che si trascinava avanti fingendo di vivere.

Ho provato un po’ di rabbia; pensare a quello che ho perso, a quelli che sarebbero dovuti essere in teoria i migliori anni della mia vita… ormai però recriminare non serve più a niente, arrabbiarsi neanche. E’ il momento della consapevolezza, di analizzare e capire tutto ciò che è stato e cercare di tirarne fuori qualcosa di buono. “Non vivere” o vivere arrabbiati con il mondo o con chi sta meglio di me e che credo abbia ciò che mi manca è distruttivo; io invece voglio costruire qualcosa.

 

La Solitudine dei Numeri Primiultima modifica: 2008-11-03T10:54:00+01:00da september23
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7 pensieri su “La Solitudine dei Numeri Primi

  1. Ciao Marco,
    non viviamo in due mondi diversi, ma vediamo cose diverse.
    E’ vero che ogni uno tira l’acqua al suo mulino.
    Forse è giusto così. Io credo che l’operato del governo non sia perfetto, ma neanche così disastroso come dipinto dalla sinistra.
    Non so se ne sei al corrente, ma i tagli applicati da Tremonti facevano parte di un disegno di legge del vecchio governo che non ha avuto il coraggio di portare avanti. Ora fingono di essere stupiti di queste misure.

  2. Ho letto questo libro in estate, e non nascondo che mi ha lasciato un senso di amarezza, per il suo finale. Uno s’aspettava il gran ritorno di fiamma, l’epilogo felice dopo le disavventure amorose e non solo dei protagonisti. Ed invece no. Succede a volte. Già.

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