La mia storia: Infanzia

Marco%20a%205%20anni.jpgHo avuto un’infanzia felice. Non so quante persone abbiano avuto la mia stessa fortuna. La mia infanzia terminò a 12 anni quando mi ammalai la prima volta e tutto cambiò.

Fino ad allora ero stato un bambino felice. Amato dai genitori e viziato dai nonni, come molti miei coetanei del resto. L’unica cosa veramente brutta della mia infanzia fu la perdita di mio nonno materno; avevo 5 anni, gli ero molto affezionato; i primi ricordi che ho sono legati a lui.

Mi ricordo ancora oggi quando mia madre mi disse che mio nonno, da tempo ricoverato in ospedale per un tumore ai polmoni (era un accanito fumatore), non sarebbe tornato a casa. Era un sabato mattina, non andavo a scuola il sabato, facevo il tempo pieno; non ricordo cosa mi disse ma ricordo perfettamente che in quel momento avevo indosso una maschera di Mazinga (andava per la maggiore allora…) e stavo giocando. Non fu una sorpresa, ormai il nonno mancava da casa da circa tre mesi; credo che quel tempo mi servì per abituarmi all’idea della sua morte nonostante mi raccontassero che presto sarebbe tornato. Ricordo perfettamente che, da sotto la maschera, mi scese una lacrima, solo una; il perché non lo so spiegare. Molto spesso nella mia vita ho pensato quanto sarebbe stato bello averlo accanto… Ma ho anche pensato quanto la sua morte prematura (aveva solo 59 anni) gli abbia risparmiato tante sofferenze. In fondo gli è andata bene così.

A mio nonno (al quale dicono che io assomigli in molte cose) è legato un ricordo molto buffo. Quando ero in montagna, alla sera, non volevo mai andare a dormire e allora mio nonno per non spaventarmi con uomini neri, orchi e quant’altro mi diceva che bisognava rincasare perché arrivava la volpe. Credeva di non traumatizzarmi; be’ io per anni, fino all’adolescenza credo, ho avuto paura della volpe… Solo quando ho capito che altri non era se non un simpatico e furbo “cagnolino”, magari più spaventato di me, ho potuto scacciare il “complesso della volpe”.

Il resto della mia infanzia fu molto semplice e sereno. Mio nonno paterno, scomparso quando avevo solo tre anni, mi aveva ribattezzato “voglio, posso e comando”. Ero infatti piuttosto testardo e mi piaceva fare le cose come dicevo io! Non ero facile al compromesso, tutto il contrario di oggi. Andavo a scuola dalle suore anche se non ho mai capito perché, dato che la mia famiglia era tutta comunista… e sto parlando del 1980 (anno in cui cominciai l’asilo), quando essere comunisti voleva dire votare il PCI di Berlinguer e appoggiare le lotte sindacali. A scuola andavo bene pur studiando molto poco, preferivo giocare a calcio con i compagni durante la ricreazione o dopo l’uscita da scuola. Ero un po’ vivace e collezionavo note e punizioni a non finire. Ma ero felice; ero un bambino con tutta una vita davanti, tanti sogni come quello di diventare calciatore. Quale maschietto non ha sognato di diventare come uno dei suoi idoli di infanzia?

La mia storia: Infanziaultima modifica: 2008-10-21T10:45:00+02:00da september23
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