Il ritorno delle leggi razziali in Italia

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Costituzione Italiana (art.3).

scritte%20razziste.jpgQuesta estate la nostra Costituzione è stata palesemente violata con l’approvazione della prima legge razziale dopo la caduta del fascismo: essere immigrati clandestini costituirà un aggravante nel commettere un reato. Ieri, tra l’indifferenza generale dei mass media, è stata votata la seconda legge razziale dell’età moderna: verranno create delle classi apposite per alunni stranieri. La motivazione? Per favorirne l’integrazione! “L’Onorevole” Cota, ovviamente leghista e pure capogruppo alla Camera, ha dichiarato “La mia proposta serve a prevenire il razzismo e punta a realizzare una vera integrazione”. La mozione proposta è stata approvata dalla maggioranza mentre l’opposizione per una volta ha fatto il suo dovere schierandosi contro questa vergogna. Fassino si è addirittura sbilanciato “proposta abietta”, ha dichiarato.

Da quando ghettizzare le persone equivale a favorirne l’inserimento?

Vorrei portare ad esempio la mia piccola esperienza personale, sicuramente superiore a quella di chi ha votato questa legge vergognosa e che mi fa ritenere un esperto in materia rispetto ai nostri parlamentari.

Circa cinque anni fa ho dato ripetizioni gratuite di italiano a due bambini di dieci anni provenienti dal Perù. Quello che ho fatto è stato semplicemente guidarli perché la lingua italiana la imparavano a scuola dai loro compagni, nostri connazionali. In breve tempo dall’insegnamento dell’italiano sono passato alle ripetizioni di inglese, matematica e altro; l’italiano l’avevano imparato da soli molto in fretta. Le capacità di apprendimento di un bambino sono molto alte, più è piccolo e più crescono. Immaginatevi quindi con che velocità un bambino di cinque anni potrebbe imparare la nostra lingua!

Formare delle classi di bimbi stranieri servirà a fargli imparare la nostra lingua? Non gli capiterà forse di parlare la loro lingua tra connazionali? Oppure la nostra tra bambini di madrelingua diversa con evidenti problemi di comunicazione e quindi di apprendimento?

La prossima mossa quale sarà? Creare delle classi padane?

 

 

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Il ritorno delle leggi razziali in Italiaultima modifica: 2008-10-15T18:22:00+02:00da september23
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6 pensieri su “Il ritorno delle leggi razziali in Italia

  1. guarda Marco, io sono seriamente spaventata. Il clima d’odio è in netta crescita e temo che non si arresterà.
    Proprio l’altro ieri ho discusso piuttosto animatamente con un cameriere di uns ervizio di catering che era tutto incazxzato perchè in classe con sua figlia, prima elementare, ci sono 5 stranieri… che poi, se tanto mi da tanto, è probabile che quei bimbi siano anti qui e allora il termine “straniero” non mi pare per niente adeguato.
    Cmq, alla mia domanda “beh, ma qual’è il problema, scusa?” lui ha cominciato ad elencare una serie di frase fatte (sentite ovviamnete alla TV) senza però saperle spiegare.
    Poi, incalzato da me (che un pò lo sfottevo, lo ammetto) ha perso la pazienza e ha sbottato:”Io quelli non ce li voglio, sono tutti mussulmani e terroristi, non lavorano, rubano, a calci in culo a casa loro devono tornare!!!”.
    E purtroppo questo è il pensiero della maggioranza degli italiani, a quanto pare.

  2. Questo e` parecchio triste, e la strada che sta pericolasamente costeggiando l`Italia rischia di portarci nel passato (quello buio) invece che verso il futuro. Tuttavia in mezzo a tutto questo non senso non sono cosi` contrario all`aggravante clandestinita`. Intanto l`articolo della costituzione fa riferimento ai “cittadini”, ed evidentemente un clendestino non e` un cittadino riconosciuto (per tanto non mi pare ci sia alcuna violazione della costituzione). Dal mio canto comunque concordo. Non solo vai un altro paese senza permesso ma ti metti pure a contribuire in modo negativo alla vita di quel paese. Secondo me e` un`aggravante. E` giusto che non diventi reato, per carita`, non si puo` finire in prigione perche` hai superato illegalmente un confine, pero` se poi fai certe scelte devi pagarne le conseguenze.

  3. Non può essere un’aggravante essere clandestino. Se fai una rapina la rapina è tale sia che tu sia italiano, sia che tu sia un immigrato regolare sia che tu sia un irregolare.
    Scrivi “non solo vai in un altro paese permesso ma ti metti pure a contribuire in modo negativo alla vita di quel paese”. Secondo questo ragionamento allora ogni straniero in qualsiasi paese si trovi se compie un reato compie qualcosa di più grave di un cittadino nato nel paese che lo ospita. Ovvimente non può essere così.
    Ti ricordo che anche l’Unione Europea ci ha bacchettati pesantemente oltre che Famiglia Cristiana e un sacco di organizzazioni.

    Io spero in un mondo in cui tutte le persone siano realmente uguali e se essere clandestini aggrava ciò che fai, questo è, come minimo, l’inizio della fine dell’uguaglianza delle persone. Posto che questa già ci sia…

  4. Marco pero` tu tendi a confondere straniero con clandestino, ma non sono affatto la stessa cosa. Il mio ragionamento si basa sulla clandestinita`. cioe` sul fatto di essere in un paese senza permesso (ovvero violando la legge) e non si estende affatto a chi e` straniero e risiede regolarmente (godendo quindi dello status di cittadino).
    L`Unione europea non ricordo bene se ci ha baccehttati riguardo l`aggravante o perche` si parlava di far diventare la clandestinita` reato penale (cosa ben diversa).

    Anch`io spero in un mondo dove regni l`uguaglianza, ma se siamo avanti rispetto a mille anni fa siamo ancora molto, ma molto lontani da questo obiettivo. Non sono tutti uguali davanti alla legge i cittadini di una stessa nazione figuriamoci tra nazioni diverse.
    Putroppo la democrazia non coincide con il concetto di uguaglianza ma solo quello di ridistrubuzione del potere tra tutti. Non in maniera equa a quanto pare. Se la storia dell`uomo di misurasse dall`avevnto della democrazia noi saremmo ancora in piena preistoria.

  5. Che posso dirti? Per me tutte le persone sono uguali. Rosse, verdi, gialle, albanesi, brasiliane o thailandesi. E devono essere considerate uguali di fornte alla legge. Sia che siano clandestine o no.

    Ti dirò di più, per assurdo è più grave che una rapina la commetta un cittadino italiano che ha avuto dalla vita molte più possibilità di quante non ne abbia avuto un clandestino senegalese.

  6. Penso che sia un discorso complicato, in linea di principio quello che dici e` giusto e condivisibile, ma quando si passa alla pratica sono un altro paio di maniche. Vanno valutati anche i tempi e le situazioni. In tempi dove la gente si sente molto insicura, dove una fetta enorme di carcerati sono extracomunitari (non proporziale alla distribuzione della popolazione), dove ogni due per tre un crimine e` commessso da un extracomunitario (bada che non dico che sono solo loro a delinquere o che sono la maggior parte ma intendo che 20 – ma anche 10 – anni fa non si leggevano affatto cosi` tante notizie di crimini commessi da extracomunitari. Ok l`attenzione dei media ma non si puo` negare che ci sia un`escalation) la gente ha bisogno di sentirsi protetta e lo stato (la nazione) deve fare qualcosa per proteggerla. Certo maggiori controlli su territorio sono imprescindibili, ma come agire su un fenome che parte fuori dal tuo paese? Si`, aiutando il paese straniero a crescere, stipulando accordi. Ma sono cose che richiedono tempi lunghi. E per l`immediato che si fa?
    Io sono d`accordo con te che ogni uomo dovrebbe essere uguale davanti alla legge, ma come la fai passare l`idea che se ti muovi in un`altra comunita` (a cui chiedi di essere accettato, ricordiamoci che non siamo nell`eden, cultura, pregiudizi e paure esisteranno sempre) non ci devi andare per delinquere?

    Io non trovo più grave che una rapina la commetta un cittadino italiano piuttosto che un clandestino senegalese perche` ha avuto dalla vita molte più possibilità. Questo perche` tale idea e` un assunto spesso forzato. Io penso che se la metti cosi` allora bisognerebbe valutare caso per caso. Non e` detto che un senegalese abbia avuto nella vita piu` possibilita` di un italiano. Come non e` detto che un albanese venga in Italia e venga cosi` bistrattato dalla societa`(non gli si danno possibilita`) che trova da trovarsi in condizioni da dover delinquere. Ricordiamoci (non saprei direi con che incidenza), ma ci sono anche extracomunitari che vengono qui col sogno dell`america (se sei informato penso che tu possa confermare) e poi vengono qui e si trovano la situazione che tutti sappiamo. Allora addio sogni di Ferrari e ville di lusso. E quando vedono che per campare bisogna lavorare sodo, come al loro paese ma forse per stare peggio, allora si fanno due conti in tasca e si dicono “ma chi me lo fa fare? io se faccio questa cosa faccio molti soldi in poco tempo”. Non so dirti se sono la minor parte o la maggior parte di chi viene in Italia e poi finisce per delinquere, ma sono piuttosto sicuro che non sono affatto pochi.

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