Tullio

 

ott05_prete.JPGÈ un mio grande amico. Lo conosco da circa un anno solamente ma con tutto quello che ha saputo darmi non posso che definirlo così. È uno dei preti dell’ospedale dove ho fatto la chemioterapia. L’ho conosciuto per merito di Giulio. Era il mio primo ricovero e lui pensò che parlare con Tullio mi avrebbe fatto bene. Appena entrò nella mia stanza capii subito che era una persona con la quale avrei potuto stringere un rapporto di amicizia; e così fu.

Devo ammettere che prima di conoscerlo, pur essendo cattolico, ero prevenuto nei confronti dei preti non apprezzando molto le ingerenze della Chiesa nella nostra politica. Lui mi ha fatto capire che la Chiesa è primariamente composta da persone; persone che non la pensano tutte nello stesso modo.

È un prete al passo coi tempi, senza preconcetti, che ama riflettere a fondo su ogni cosa prima di esprimere un parere e che non si offenderà ma si farà una bella risata per l’immagine che ho pubblicato. Ho trovato una persona aperta, disponibile al dialogo e non arroccata sui dogmi impostigli dalla Chiesa.

La sua figura è stata molto importante nel mio percorso; percorso che è stato anche percorso di Fede, dimenticata in un cassetto e riscoperta grazie a lui. Mi ha aiutato a capire che non potevo trovare risposta a domande come “perché proprio a me?” o “cosa ho fatto di male?”. Mi ha insegnato ad ”arrabbiarmi con Dio” spiegandomi che non era un peccato arrabbiarsi per un destino avverso e che anche senza esprimerlo a parole, Lui ti legge dentro e sa quello che provi. Mi ha guidato nella scoperta di ciò che di buono c’era in tutta questa vicenda e mi è stato vicino, sempre. Conservo con cura nella mia mente le serate in ospedale passate a chiacchierare; mi incuriosiva molto la sua storia: come e perché fosse diventato prete; ma amavo anche parlare della sua famiglia (anche i preti ne hanno una!) oltre che del mondo che ci circonda per scoprire come la pensasse.

L’ho rivisto con piacere diverse volte celebrare una Messa nella Cappella dell’ospedale. Era strano assistere ad una cerimonia in cui ero amico del “capo”, mi faceva sentire importante! Ci siamo visti anche diverse volte fuori dall’ospedale dove entrambi abbiamo potuto essere “più noi stessi”, senza dover indossare i panni del malato e del prete.

Giulio lo chiama scherzosamente “Monsignore” e molto spesso lo fa oggetto delle sue battute, vi ho spiegato ieri di che razza di elemento stiamo parlando…

Tullioultima modifica: 2008-09-25T09:11:00+02:00da september23
Reposta per primo quest’articolo

4 pensieri su “Tullio

  1. E’ paradossale quello che sto per dirti caro Marco, ma più ti leggo, più mi rendo conto che tu vivi in un mondo meraviglioso. Se è vero che persone come quelle che hai incontrato danno un senso alla tua vita, allora è altrettanto vero che viver sani tra gli indifferenti non può che spegnere la tua capacità di amare veramente. Grazie per quello che ci racconti!!

  2. posso chiedere una cosa?ma attraverso i commenti si possono fare le domande al BOSS del blog?..io lo faccio..al massimo mi becco una ramanzina via aria dal 5° al 4° piano..
    quanti anni ha questo Tullio?
    nn so perchè leggendo e pensando a che tipo sia..”un prete al passo con i tempi” mi piace..però ero curioso di sapere se stiamo parlando di un 70enne supermoderno o di un 25-30enne che ha capito quanto sia importante..bè stare al passo con i tempi anche essendo un prete!..non so a me piace immaginarle a fondo le cose che scrivi..mi sembra di viverle più da vicino! ;o) a presto BOSS

  3. Certo che puoi fare domande al “BOSS”.

    Il “prete al passo coi tempi” (da come dici sembra una rarità ma non è così, ti dico solo che il suo collega è andato in vacanza in Bretagna a fare Surf oceanico) non è un vecchietto e non è un ragazzino. Insomma ci sei andato lontano!
    Ha 42-43 anni.

  4. Per rispondere a Daniela: ti ringrazio per le belle parole. Effettivamente potrebbe sembrare paradossale ma come ho già scritto nel post di qualche giorno fa “la positività del male” se sai guardare bene (questa è una cosa che ho capito insieme a Tullio) le esperienze negative possono nascondere qualcosa di positivo. Nel mio caso la malattia ha suscitato sentimenti intensi e di amore nelle persone vicine.

    Comunque quello che scrivi è un interessante spunto di riflessione che, sono sicuro, anche Tullio saprà cogliere!

Lascia un commento