Io e i Galacticos, prima parte

No, non mi riferisco alle “Merengues” del Real Madrid ma alla squadra (calcio a sette) di amici che alleno; meglio: che dirigo durante le partite dato che di allenamenti neanche l’ombra. Ormai sono quasi cinque anni che giochiamo (la prima partita fu domenica 21 marzo 2004). Il primo anno ci chiamavamo Wombats (mi dicono siano dei simpatici animaletti australiani) ma il nome non ci piaceva e così su idea del capitano diventammo i Galacticos, nome non propriamente azzeccatissimo…

L’esordio fu tragicomico: 12-1 (per gli avversari ovviamente). Questa la formazione (la ricordo ancora): mio padre in porta; difesa a due, Vanni e Maurizio; centrocampo a tre, il capitano, Daniele e l’Alpine (giocò cinque minuti, si fece male e restò fuori per il resto del torneo! Oscar alla sfiga); in attacco il bomber. Gli avversari erano dei liceali, sulla palla arrivavano sempre prima loro e poi mio padre in porta… un passato glorioso tra i pali ma a 50 anni i riflessi non erano più quelli di una volta.

Inutile dire che finimmo quel torneo all’ultimo posto e non fu l’ultima volta che accadde…

Negli ultimi due anni siamo migliorati, l’ultimo posto lo abbiamo lasciato ad altri ma spesso fatichiamo a presentarci al campo in sette… Il nostro problema principale è stato sempre quello del portiere: non ne abbiamo trovato ancora uno che venga stabilmente a giocare con noi. Ne abbiamo cambiati una decina ma senza trovarne uno disposto a far parte stabilmente della squadra.

La nostra tattica in campo è la “tri-zona” inventata dal sottoscritto sulle orme della celeberrima bi-zona inventata 5 lustri fa da Oronzo Canà. Lo schema è molto semplice: 3-3-0, uno schieramento piuttosto difensivo lo ammetto; non a caso l’illuminazione che mi portò a crearlo mi venne dopo una sconfitta per 6-1… L’esordio della tri-zona fu un successo: 1-0 (per gli altri…) ma quasi riuscivamo a portarci a casa un pareggio!!! Ora la usiamo saltuariamente, dipende da quanti e chi siamo.

Solo il nucleo principale (Mister, Vanni, Capitano, Bomber) è rimasto inalterato. Nel corso degli anni abbiamo perso per strada molti giocatori in compenso ne abbiamo trovati di nuovi che in realtà prima che giocatori sono amici. Il calcio, lo “spogliatoio” riesce a creare delle belle amicizie; condividere tante emozioni sul campo, essere protesi verso un comune obiettivo rende uniti. Certo qualche litigio a volte capita ma il tempo di farsi una doccia ed è già tutto dimenticato! Fin dall’inizio il nostro scopo principale non è stato la vittoria (certo non ci disgusterebbe vincere qualche partita in più) ma la voglia di stare insieme e di ritrovarsi una volta alla settimana liberi da impegni coniugali, lavorativi e di altro genere.

 

A domani per il seguito della nostra storia!

Io e i Galacticos, prima parteultima modifica: 2008-09-09T09:31:00+02:00da september23
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4 pensieri su “Io e i Galacticos, prima parte

  1. Ciao, i, premio te l’ho dato io, lo comunicato a kekko perche’ cosi’ vuole il regolamento, lui e’ l’ideatore, ma poi col lavoro sono stata presa e non ho fatto in tempo ad avvisare anche te….lui e’ stato piu’ veloce…
    l’importante e’ che il tuo blog sia stato premiato!
    a presto

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