Io e lo studio

Sono laureato. In casa ancora non si capacitano di come ciò possa essere avvenuto non avendomi quasi mai visto con un libro in mano… Eppure su una parete fa bella mostra di sé una pergamena incorniciata che afferma che “in nome della legge” eccetera sono un “dottore in ingegneria chimica”.

Come è successo non lo so neanche io. Alle elementari collezionavo punizioni e note; una volta arrivai a trovarmi in piedi, senza scarpe e con le mani sopra la testa… a quel punto la suora (eh si, scuole cattoliche ma non chiedetemi perché mi ci abbiano mandato perché ancora oggi non lo so, in famiglia votavano tutti PCI…) che mi aveva comminato la punizione si impietosì e mi fece sedere. Passavo le ricreazioni in due modi: quando andava bene giocando a calcio con i compagni, quando andava male (e andava male molto spesso…) a insegnare le divisioni a chi non le sapeva fare. Non studiavo ma le cose le capivo.

Spesso i miei compiti a casa erano qualcosa come scrivere cento volte: “Non devo correre sulle scale”; li rimediavo sempre all’uscita, quando, suonata la campanella, mi precipitavo giù dalle scale per andare ai giardini a giocare… certe volte quelle suore erano proprie bastarde dentro!

Alle medie le cose non cambiarono, sempre suore, sempre punizioni ma almeno non davo ripetizioni gratis. Poi mi ammalai e fu tutto diverso; da quel momento venni trattato con i guanti (ma giudicato sempre con equità). Appena guarii le cose tornarono giustamente “normali”; Niente favoritismi, la legge scolastica era uguale per tutti! Questo mi aiutò a sentirmi uguale agli altri, fu importante.

Fu al liceo che le cose cambiarono: non studiare mi provocò qualche incidente di percorso (leggasi esami di riparazione a Settembre). Poi gli ultimi due anni mi feci furbo e trovai il modo di farmi promuovere senza problemi. La maturità fu addirittura un successo!

L’università è storia recente. Mesi di riposo e poi via a tutta velocità a preparare gli esami; un atteggiamento comune a molti. Da ricordare quando, dopo aver consegnato lo scritto di Chimica II (uno degli esami più tosti), a seguito della correzione alla lavagna del professore, mestamente gli chiesi di buttare il mio compito: mi disse che l’avrebbe corretto lo stesso. Dopo l’orale (ovviamente avevo passato lo scritto…) mi diede un bel 24 dicendomi che si aspettava di più, dato il bello scritto che avevo fatto! E io che pensavo di dover passare tutta l’estate sui libri e ripresentarmi a Settembre… Devo dire che l’aneddoto piacque molto in famiglia; mia nonna mi disse che ero “una testa di cazzo”… Ovviamente scherzava (cara nonnina) ma come darle torto…

Io e lo studioultima modifica: 2008-09-04T09:19:00+02:00da september23
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7 pensieri su “Io e lo studio

  1. Ho appena finito di leggere i tuoi post, ho letto il primo per caso, poi il commento di trofi mi ha spinto a leggere qualcos’altro…e anche io come lei li ho letti tutti! 🙂
    Devo dire che hai avuto una forza ammirevole, anche se immagino che in quei momenti le cose sian due, o tiri fuori i coglioni e lotti o lascia perdere e ti butti giù, e, per quanto non mi ci sia mai trovato, penso a momenti non sia manco facile evitare di buttarsi giù e vedere tutto nero.
    Mi piace come scrivi e penso tornerò a leggerti 😛 devo solo segnarmi il link che ora non sono sul mio pc 😛
    Se vuoi visitare il nostro blog, mio e di alcuni amici, passa a trovarci..sono tutte caxxate, per aiutarci a non dormire durante i corsi.. 😛

    Marco

  2. Beh… Per quanto riguarda Chimica II mi ci ritrovo… Chissà perchè ? 😉
    Ma ti ricordi le domande degli scritti ?

    Mi ricordo ancora che leggendo le domande mi chiedevo: “Ma checcazzo vuol dire ???!!!???”

    Tu ti sei presentato all’ esame che fece in inverno, tra la festività del Capodanno e l’ Epifania ? Mi ricordo che uscendo dalla metro non vidi veramente nessuno !!! Era spettrale, al Poli eravamo veramente solo noi di Chimica II.

    Ciao Marco !
    Peo.

  3. Ciao Settembre, ci vai bene con l’amarcord…. Io sono un elettronico, ma sempre avuto a che fare, in qualche modo, con la chimica, o più precisamente petrolchimica… industria petrolifera… che ti consiglio di valutare, è un mondo affascinante… quelli come te si piazzano spesso nella gestione dei sistemi di controllo avanzato, programmazione, ecc… non ho mai ben capito il perchè…. io sono afflitto dalle corrosioni dovute ai batteri solfato riducenti che si verificano negli oleodotti sottomarini, oppure dalla stress corrosion cracking da idrogeno che ce li infragilisce…. hèèèè quando c’hai sti problemi non hai tempo per altro, magari devi anche cercare i pig che si perdono negli oleodotti…. in gamba è?

  4. dalle suore?caspita ma quante cose che sto scoprendo con questi post! (lasciamo perdere quella del post precedente su una certa squadra di calcio se no mi viene un’altra sincope!:o) ) carino l’aneddoto universitario (immagino che tutti gli studenti ne abbiano a bizzeffe, magari qualche volta me ne racconti degli altri!), ma anche sapere che già alle elemementari aiutavi i compagni con le divisioni: e pensare che pochi anni fa aiutavi me con matematica e fisica eheh!sei un maestro nato a quanto pare ;o) !bè..un salutone dottore..
    ps.oggi l’esame è andato bene..30!

  5. Anche io lavoro nella petrolchimica. Facciamo impianti di depurazione di acque industriali, per lo più destinati appunto a impianti petrolchimici. Io, come altri chimici miei colleghi, ho il doppio ruolo di gestione della commessa e studio del processo (cosa che trovo più stimolante) che mi porta in contatto con la programmazione di PLC (immagino tu sappia di cosa sto parlando). La programmazione cmq non la faccio direttamente io ma degli elettrici/elettronici come te.

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