La percezione del malato

Un paio di settimane fa mi ha scritto una ragazza (che ringrazio pubblicamente per le belle parole che mi ha regalato) facendomi i complimenti, lodando la mia forza e dicendo che, con la mia testimonianza, dimostro che un malato non è solo un malato ma continua ad essere una persona come tutte le altre. Il suo messaggio non si limita solo a questo, mi dice tante altre belle cose ma quello che mi ha colpito di più e che mi dà lo spunto per scrivere queste righe è proprio il fatto che spesso ci si stupisce di fronte ad un ammalato di cancro che è forte, che combatte, che continua a vivere.
Eppure un ammalato non si trova di fronte molte opzioni. O reagisce, scoprendo un’energia e una forza che non credeva neanche di avere e che in parte deriva dall’affetto delle persone che gli stanno intorno, oppure molla e soccombe. Non è quindi una scelta difficile in fondo. Lottare per la vita, per la sopravvivenza, è nella natura umana, è il nostro istinto. Quindi io non credo di essere speciale o diverso da tanti altri, l’ho già scritto questo. L’unica cosa diversa che ho fatto è stata quella di scrivere e di testimoniare la mia esperienza. Questo l’abbiamo fatto e lo facciamo in pochi. Ma la forza di affrontare queste dure sfide della vita io l’ho vista in quasi tutti i pazienti che ho incontrato.
Quello che voglio dire a chiunque si spaventi di fronte a questa malattia, è che credo che sia percepita in maniera molto più grave di quello che in realtà non è. E’ questo che porta a considerare delle persone forti quelle che la combattono. Non che sia una passeggiata o che non si rischi di morire o, come è capitato a me, di rimanere segnati per sempre, ma non è una condanna definitiva. Ci si ammala, ci si cura, si può guarire. Non è una cosa speciale sconfiggere il male è solo la nostra  natura. E’ lo spirito di sopravvivenza.

La percezione del malatoultima modifica: 2010-12-05T20:31:00+00:00da september23
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3 pensieri su “La percezione del malato

  1. mi trovi assolutamente d’accordo su tutta la linea. anche io mi sono sempre chiesta dove fosse il coraggio che tutti mi attribuivano: che scelta avevo? lo penso sempre. tanto più se hai dei figli piccoli non solo non hai scelta, ma hai la responsabilità, la grande responsabilità di curarti, di non abbatterti e guadagnare ogni singolo giorno al male. e qualche volta, ti confesso, avrei fatto a meno di questa responsabilità per un po’ di pace… e tuttavia non è così per tutti, sai. una delle cose che mi sono sempre detta dall’inizio della malattia è che sono fortunata anche ad avere il mio tipo di indole,la stessa di cui parli tu, quella che ti fa cercare la sopravvivenza, e la felicità. non è così per tutti ed è il motivo per cui tanti vivono così male la malattia. ma sono gli stessi che vivrebbero male anche una vita senza malattia…
    un abbraccio

  2. Ciao Marco e buona serata. Forse, in molti abbiamo provato la stessa sensazione di “stupore” espressa dalla ragazza che ricordi nel tuo post! Non saprei dirti perché. Forse, è la reazione alle paure personali? Forse, scoprire una persona speciale? Non saprei… o meglio, il perché del mio stupore, le prime volte che ti lessi, lo conosco.

    Poi, a furia di leggerti, recuperando quanto perduto tra una visitina e l’altra, uno si accorge che… be’ tu scrivi e forse non te ne accorgi ma lasci il segno! Rifletti oggi, rifletti domani, si è portati a pensare in modo diverso ed a comprenderti molto di più…. con meno stupore!

    Buona serata a te… ora, vado a leggere dall’altra parte!

  3. Ma che cosa è andato storto nella tua fisioterapia?… Se non ricordo male hai una protesi di anca… Giusto? Abbiamo avuto più o meno la stessa cosa, osteosarcoma? Io però al femore, sto facendo fisioterapia, sono stata 3 mesi in un gesso pelvipodalico prima di essere operata, sono indietrissimo con la ripresa ortopedica, gli ortopedici prima o poi mi fustigheranno… io non demordo. Perchè non pieghi l’anca? la tua protesi ha limitazioni?… Scusa la marea di domande, ma se non ti dispiace vorrei sapere, magari confrontandosi ci si aiuta.
    Ambra.
    Se vuoi scrivimi a questo indirizzo: somail2005@libero.it

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