Berlusconi e le promesse da mantenere

Come ho scritto la scorsa settimana le parole del premier riguardo alla cura del cancro mi hanno suscitato diverse riflessioni. Una parte di esse riguardano quello che effettivamente può e deve essere fatto per dare un seguito concreto a queste affermazioni, posto che ci sia la volontà di farlo, cosa che non credo minimamente per altro. Ci sono due cose che dovrebbero essere fatte: investire nella ricerca e migliorare gli ospedali di molte zone d’Italia.

La ricerca. Senza tirare fuori cifre, sappiamo tutti quanto guadagni un ricercatore universitario (poco) e quante sicurezze gli dia il suo lavoro (praticamente nessuna). Sappiamo che molti vanno all’estero e che quelli che rimangono sono sfiduciati, protestano, chiedono riforme ma restano inascoltati. Ci vorrebbe quindi un cambiamento radicale. Uno di quelli che si notano. Uno di quelli tangibili. Non opinabile e che si possa commentare con i soliti balletti di cifre e percentuali.

Gli ospedali. Se ci dicono “vinceremo il cancro” devono cominciare a migliorare la sanità in molte zone d’Italia. Io di quella lombarda non mi lamento minimamente, anzi. Al Sud però c’è molto da fare. La meritocrazia quasi non esiste e la politica, la parentela o le conoscenze contano ancora troppo. Troppi pazienti provenienti dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Campania o dalla Sardegna ho incontrato durante i miei ricoveri. Troppe persone costrette a cercare un ospedale efficiente a centinaia di chilometri da casa con annessi disagi, spese, alberghi per i familiari. Se non si vuole o non si riesce a migliorare la sanità nel Mezzogiorno che almeno si promuovano delle politiche sociali e assistenziali per chi si cura lontano da casa. Costretto dall’inefficienza della sanità di casa sua e non da un capriccio personale.

Un’ultima considerazione: sconfiggere il cancro non è come costruire una “New Town” o come liberare la Campania dai rifiuti. Non basta dire che lo si farà. La faccenda è un attimino più complicata. Altrimenti l’avrebbero risolta da tempo. Non pretendo quindi che il cancro venga sconfitto in tre anni. Non solo non è realistico ma è anche ridicolo. Pretendo che a queste parole seguano dei fatti concreti per lottare con più forza contro la malattia.

Berlusconi e le promesse da mantenereultima modifica: 2010-04-06T08:58:00+00:00da september23
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