Chi vuol esser lieto sia: di doman non c’è certezza

Quant’è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol essere lieto, sia:
Di doman non c’è certezza

Versi scritti nella seconda metà del ‘400 da Lorenzo de’ Medici ma avrei potuto scriverli (avendone le capacità) io oggi perché riassumono appieno il mio pensiero. Del domani non c’è certezza. Credo che la mia vicenda (la mia come altre) rappresenti il classico vaso di fiori caduto dal davanzale che ti fa secco. Godiamoci la vita perché non si sa mai cosa può succedere; purtroppo l’ho capito davvero solo ora che i miei progetti futuri sono stati irrimediabilmente stravolti. Tutto quello che mi sono fatto mancare per paura dei cambiamenti, mancanza di coraggio, pigrizia o altro non è più recuperabile.

Un detto banale dice che “ogni lasciata è persa”. Un po’ superficiale e generico forse (come tutti i proverbi del resto) ma contiene una grande verità. Vivete la vita appieno qui e ora perché non si sa cosa possa riservarci il futuro né se ne avremo uno.

 

La “Canzona di Bacco” dalla quale sono tratti i versi che ho citato:

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Quest’è Bacco e Arianna,
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’e certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati,
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto sia:
di doman non c’è certezza.
Queste ninfe anche hanno caro
da lor essere ingannate:
non puon fare a Amor riparo,
se non genti rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,                        
s’altri poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siam, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Donne e giovìnetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c’ha a esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Chi vuol esser lieto sia: di doman non c’è certezzaultima modifica: 2009-03-18T10:59:00+00:00da september23

13 pensieri su “Chi vuol esser lieto sia: di doman non c’è certezza

  1. weeeeeeeeee allegriaaaaa
    ciao marco mi suona di nichilismo il qui e ora come se il domani non esistesse come se il domani fosse “solo” un divenire da rifiutare non si vive solo l’oggi si vive anche per il futirio marco non ne possiamo fare a meno non credi?

  2. in vita mia ho sempre seguito il cuore(non l’istinto),cuore e ragione fanno a pugni con le consuetudini della realtà,spesso mi sono sentita giudicare per le mie scelte,ma penso, ad anni di distanza che sia facile farlare,senza avere mai il coraggio di cambiare la propria vita!Mi sono sempre assunta le mie responsabilità,e non mi sono mai pentita dei passi che ho fatto fino ad ora.
    Ti faccio solo un esempio:vivevo a genova,casa propria e lavoro bene remunerato,non sopportavo più il caos e la puzza di smog,il lavoro mi stava strozzando di impegni e responsabilità,beh,mi sono presa una lunga vacanza,per 2 mesi ho viaggiato da sola su e giù per la francia,al mio ritorno avevo deciso che quella non era più vita per me,ho rifatto la valigia e sono partita per la Toscana,regione che ho sempre adorato,ho trovato un appartamento in affitto fronte mare ad una cifra ridicola(quando si dice il destino),vi ho vissuto per due anni e mezzo,la mattina adavo a correre sulla battigia,e l’odore dei pini sapeva aprimi alla vita come non mai!
    Adesso ho comprato casa,(con il mutuo stavolta,qui ci sono prezzi assurdi),vivo nell’oasi della lipu,il mio giardino si affaccia su un campo immenso di fiori di loto,il paesaggio è a dir poco meraviglioso(molto simile alla Camargue)e sono felice!

  3. “Che stupidi che siamo,
    quanti inviti respinti, quanti…
    quante frasi non dette,
    quanti sguardi non ricambiati…
    tante volte la vita ci passa accanto
    e noi non ce ne accorgiamo nemmeno. ”
    E’ questa una frase tratta dal film “Le fate ignoranti”, credo che riassuma in modo un pò più semplicistico la grande verità da te descritta e che a noi tutti appartiene, almeno ad una grande parte.

    Ciao Marco, buona giornata e vista l’ora buon pranzo :)

  4. Ciao Marco, la vita è una e sacra e dobbiamo viverla con dignità e umiltà.
    Io quando sono giù di corda (tu ne sai qualcosa) penso sempre a chi sta peggio di me e quindi trovo la forza di lottare e di andare avanti nel migliore dei modi e mi dico: “qualche santo mi darà anche una mano”.
    Vieni a vedere nel mio blog chi sta peggio di noi. Siamo già dei fortunati.
    Un caro saluto Nadia

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